2010
10
Feb

Il divoratore di anime

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Fermento  2008
Codice ISBN: 978-88-89207-62-8
Pagine: 234
Prezzo: Euro 9, 90
 
   A “divorarci” l’anima, inizialmente, è senz’altro il titolo del romanzo, “Il divoratore di anime”, di Massimiliano Bernardi.
   Siamo, poi, a lettura iniziata, catturati dallo stato confusionale di Michelangelo Leonardi, offuscati dai riti della setta satanica, abbagliati, infine, dalle luci, dai colori  delle visioni del pittore e della sua ’”Apocalisse”.
   La narrazione procede per immagini  dalle tinte a volte più, a volte meno accese, e alimenta, passo passo, il sospetto che Michelangelo abbia vissuto realmente le misteriose visioni, mentre  la nostra curiosità e il desiderio di conoscere la realtà dei fatti  montano pian piano…, ma tutto ci verrà svelato a tempo debito.
   Il trovarsi in un orfanotrofio, pur nel conforto dell’amicizia che s’instaura tra i piccoli sventurati ospiti, il dramma della mancanza di un papà e di una mamma e la trepidazione dell’attesa di essere adottati imprimono segni indelebili sulla psiche del bambino e producono effetti sicuramente legati all’onnipresente vicenda biblica di Abramo ed Isacco, mentre gli influssi ambientali  rimandano, per esempio, a Mallory, in “La bambina dagli occhi di ghiaccio” di Carol O’ Connell, che, adottata da un poliziotto, lo diviene a sua volta.
   Più fredde e ad effetto sono sicuramente le frequenti visioni di Michelangelo e di Filippo, riportate in corsivo. Scene che al lettore appaiono lontane nel tempo e nello spazio e che gli danno l’illusione della partecipazione; una specie di trasmigrazione, forse della nostra anima: “E’ come se avessimo attraversato insieme la porta di un’altra dimensione”.
   Nel leggere i primi capitoli, non riusciamo ad individuare la linea d’orizzonte tra il vissuto e gli animi in tempesta dei protagonisti da una parte e il cielo della realtà, inverosimilmente verosimile, coperto non tanto da nubi, ma… da sospetti e dubbi dall’altra.  Le sette teste del drago, i sette angeli attorno al trono di Dio e, secondo la metempsicosi, le sette anime pronte a trasmigrare hanno un significato esoterico. Ed è proprio, guarda caso, dal settimo capitolo che, imbattendoci nella setta satanica, nel Drago Rosso, nel Prescelto, nel vecchio vestito di bianco, nel Lupo e nella scomparsa misteriosa di Elena, la nostra curiositas diviene definitivamente suspense. Non è un volo pindarico che porta il lettore da Roma a Gerusalemme, “La leggenda dice che il vento di questa città è il soffio di Dio”; anzi, è tutto ben costruito e non spezza il filo conduttore: Ariel è il vero trait d’union e, naturalmente, anche L’Apocalisse.
   Molti i momenti narrativi, i fenomeni che alludono alla nostra “pazza società”: setta satanica, terrorismo biologico, ecc.
   Soprattutto al rientro in Italia del pittore, si addensano, anche a cielo terso, atmosfere e chiaroscuri, tipici di un giallo/noir, aumentano action, tensione, colpi di scena, ecc.
   Si impone, al primo nostro sguardo su L’Apocalisse di Michelangelo, la vis immaginifica e diabolica, dominante, ad esempio, nei dipinti di quel misterioso Pittore in “L’eterna notte dei Bosconero” di Flavio Santi.
   Quando Michelangelo non trova il suo quadro e si crea una particolare aura di mistero per il lontano pianto di bambini e di orrore per gli schizzi di sangue, ripensiamo a Marsh e al ritratto di Marceline (che anche noi, come Denis, non avremmo dovuto guardare) nell’indimenticabile “Medusa” di H. P. Lovecraft.
   Il lettore ha, fin dall’inizio, l’impressione di dover giustificare i riti macabri della setta satanica, le cui vittime sono degli ammalati senza speranza, come fa quando, in “ In tenebris” di Maxime Chattam, s’imbatte nel serial killer di killer.
   Costante l’equilibrio tra le parti narrate, tra il vissuto, i continui e adeguati riferimenti biblici e l’onirismo, tra il raziocinio del poliziotto, la sensibilità e le capacità extrasensoriali del prete e la “pazzia” del pittore, mentre il crescendo nell’impegno stilistico rende l’intreccio narrativo sempre più avvincente.
   Solo alla fine del romanzo scopriremo se “L’Apocalisse” è ispirata da un evento tragico o determina gli avvenimenti, altrettanto tragici.
 
 “L’arte non nasce dalla felicità” (da Soffocare, Mondatori, 2009, di Chuck Palaniuk).
 
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:: Simonetta De Bartolo
Simonetta De Bartolo, recensore ed intervistatrice, è conduttrice de “Lo Scaffale”, rubrica di recensioni letterarie di www.patriziopacioni.it autentico web-magazine dedicato alla scrittura e a ogni altra forma di espressione artistica, alla solidarietà e all’’attualità. Nata a Cosenza, si è laureata in Lettere moderne, sottoindirizzo artistico, all’Università della Calabria, e ha condotto ricerche in campo etnologico. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari e, per alcuni anni, ha fatto parte delle redazioni de La Tela Nera e di Progetto Babele, dell’Associazione culturale “Il Foglio” e del comitato di lettura di «NetEditor», sito su cui ha pubblicato recensioni, racconti e poesie. Ha collaborato con “Il Foglio Magazine” e alla pubblicazione di un volume pensato dagli editori della rivista «Italian Culture», organo ufficiale dell’Aais (Associazione americana per gli studi di italianistica). Sulla rivista «Encuentro de la cultura cubana», ha pubblicato una recensione del volume di autori vari, curato da William Navarrete, Versi tra le sbarre, dato alle stampe nel 2006 dalle Edizioni Il Foglio di Piombino (Livorno). Collabora con le e-zine Progetto Babele, Segreti di Pulcinella, StradaNove e KULT Underground; con i siti Web La Tela Nera, che, nel 2004, le ha pubblicato alcune recensioni nell’e-book antologico “Sangue sui libri”, con Opera Narrativa, KULT Virtual Press. Fa parte dello Staff del portale culturale “L(‘)abile traccia”. In questi ultimi anni si è segnalata e distinta anche nel settore delle interviste letterarie Per La Tela Nera, dopo aver recensito alcune importanti loro opere, ha dialogato con gli scrittori Davil Buio, Andrea Moneti e il caporedattore e fondatore di Progetto Babele, Marco R. Capelli; Per Progetto Babele con Francesco Gitto, Vittorio Bongiorno, Fabio Marangoni, Patrizio Pacioni. Infine, per www.patriziopacioni.it, Sacha Naspini e lo stesso Patrizio Pacioni.
MAIL: Simonadebartolo@libero.it
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