2009
11
Ott

Le Scuole di Seconda Occasione

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2 volumi
Erickson
 
Il termine “scuole di seconda occasione” indica tutta quella serie di esperienze formative che cercano di coinvolgere  quella fascia di ragazze e di ragazzi, che rimangono ai margini dei percorsi scolastici, perché non riescono a inserirsi con successo all’interno delle proposte dell’istruzione scolastica e , per tale motivo, a volte tendono ad abbandonare la scuola prima di avere conseguito almeno un titolo minimo, come la Licenza Media, che permetta di reinserirsi in un secondo momento in un percorso formativo.
Intorno a queste tipologie di ragazzi si sono sviluppati tutta una serie di centri, in diverse zone di Italia, a cui spesso culturalmente non viene riconosciuto un valore formativo, che invece il testo in due volumi, curato dalla Bertazzoni, docente in una scuola secondaria di Trento e collaboratrice negli anni passati presso la SISS di Rovereto e per il centro di ricerca IPRASE, intende analizzare e rivalutare.
Proprio il centro studi IPRASE, istituto per la ricerca, aggiornamento e sperimentazione educativa della provincia di Trento, ha avviato un percorso per conoscere e mettere in rete alcune di queste realtà formative “storiche”, le cui attività sono divenute istituzionali nelle diverse province dove operano: sostanzialmente vengono presi in esame i progetti Provaci ancora, Sam! di Torino, il progetto Ponte di Trento, i progetti Icaro, ma non troppo di Verona, La scuola della seconda opportunità di Roma e il progetto Chance di Napoli.
Sono tutte esperienze ormai consolidate nel territorio, con un percorso formativo consolidato, ma anche con una certa apertura alla continua innovazione per rispondere alle multiformi esigenze che i ragazzi che vi accedono presentano. L’esperienza della “rete” promossa dall’IPRASE a partire dal 2005 ha avuto il duplice scopo di favorire la condivisione fra centri che hanno obiettivi comuni e quello di cercare di studiare gli elementi più significativi che tale tipo di percorsi vogliono offrire.
I due volumi riprendono proprio questa duplice idea di raccordo fra diverse esperienze e di analisi più strutturata degli elementi comuni.
Il primo volume (sottotitolato “percorsi ed esperienze”) ha proprio lo scopo di dare voce alle diverse esperienze. I sei capitoli presentano infatti i sei centri di formazione, lasciando la parola agli operatori, con schede sintetiche, storia del progetto, presentazione delle attività e dei ragazzi coinvolti etc. Significativo è anche l’inserimento di testimonianze dirette dei ragazzi che frequentano il centro, che permette di vedere anche il loro punto di vista circa l’efficacia che questo tipo di percorso offre per tanti giovani che invece hanno avuto una negativa esperienza dell’istituzione scolastica.
Il secondo volume, con il suo sotto-titolo riflessioni e proposte,ha lo scopo di presentare il lavoro di ricerca che l’IPRASE ha portato avanti, cercando di analizzare gli elementi di trasversalità che i sei progetti presentano: si cerca di analizzare i bisogni e le caratteristiche dei ragazzi coinvolti, la loro rappresentazione delle scuole di seconda occasione, i nodi dei rapporti con l’istituzione scolastica tradizionale e gli esiti dell’azione educativa che le diverse realtà portano avanti.
L’analisi si è avvalsa di strumenti di indagine di tipo sia quantitativo che qualitativo e ha lo scopo di tracciare attraverso i contributi di diversi ricercatori coinvolti un primo profilo identitario di questo tipo di esperienze fornendo riflessioni interessanti e individuando, nell’ultimo dei cinque capitoli di questo secondo volume, piste di intervento contro il fenomeno della dispersione scolastica, che in molte zone di Italia è un fattore importante di emergenza sociale.
In generale i due volumi si presentano come un’analisi completa ed interessante nei confronti di una realtà che ingiustamente forse non è considerata abbastanza nel panorama scolastico e nell’offerta formativa italiana, come osserva la stessa Bertazzoni nell’introduzione al testo.
I destinatari possono essere individuati in un’ampia fascia di lettori: a partire dagli operatori degli stessi progetti e di tanti progetti simili presenti nelle diverse zone del nostro paese, che troveranno materiale per il confronto e per la riflessione, proseguendo verso coloro che sono chiamati, nelle diverse sedi istituzionali a diversi livelli, a progettare interventi di recupero di motivazione degli adolescenti a rischio di marginalizzazione e dispersione scolastica.
 I due volumi sono poi una lettura consigliabile anche per tutti quegli insegnanti e formatori impegnati ad dare un’offerta formativa adeguata a classi che presentano bisogni sempre più complessi e che hanno la necessità di una molteplicità di risposte circa l’adeguato percorso da consigliare ai propri alunni. 
 
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:: Luca Giorgini
Luca Giorgini, 33 anni, ha il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Attualmente sta conseguendo la Laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”. Lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.
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