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2009
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Mag

Educare alle regole

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percorsi per l’alunno adolescente
 
La sociologia dell’educazione ha abbondantemente dimostrato che a partire dagli anni Ottanta è mutato il modo in cui la generazione adulta e quella giovanile si sono rapportate.
Una studiosa, Elena Besozzi, parla di “invisibilità” della generazione adulta nei confronti della generazione successiva: è aumentato il rapporto amicale dei padri e delle madri nei confronti dei figli, ma è diminuita, in molti casi, la capacità di sapersi proporre come figure forti, capaci di orientare i giovani nel contesto sociale come persone in grado di assumersi responsabilità.
Il libro di Daffi, autore a mio parere molto bravo in diverse pubblicazioni della Erickson, vuole essere uno strumento per proporre di nuovo la tematica importante della educazione alle regole, non tanto come un argomento che riporti nostalgicamente a un passato in cui i genitori comandavano e i figli obbedivano pedissequamente (e, forse, sappiamo che tali tipi di passato sono più nella mente di chi li ha prodotti, che nella realtà dei fatti), quanto piuttosto come strumento che ha una estrema importanza per la società e per gli adolescenti stessi.
Nel saggio introduttivo, che apre il manuale, Daffi, che ha molta esperienza nel campo della formazione professionale e della psicologia dello sviluppo, spiega i motivi dell’importanza di questo argomento e i binari all’interno dei quali si colloca la sua prospettiva.
Con la chiarezza e lucidità che contraddistingue il suo modo di scrivere, pone come centrale l’educazione alle regole nella vita degli adolescenti, non tanto come forma i controllo sociale, quanto piuttosto come metodo per educare i ragazzi a scoprire il valore del limite, che permette a ciascuno di noi di riconoscere che non possiamo fare o pretendere tutto, e a cercare l’aiuto degli altri per scoprire le norme che regolano il vivere sociale e per crescere nella società.
In questo senso le regole servono non solo alla società o agli insegnanti, che spesso vedono il loro lavoro sugli apprendimenti “bloccato” dall’incapacità degli adolescenti di comprendere la necessità di norme per la vita sociale del gruppo – classe, ma servono soprattutto anche agli adolescenti stessi, che cercano spesso dagli adulti non tanto delle figure amicali, ma delle figure capaci di guidarli su quelle che sono le scelte importanti per costruire il loro futuro.
Per l’autore la competenza da acquisire è la”competenza etica”, cioè quella capacità di scegliere volontariamente e consapevolmente, e quindi non per una costrizione esterna, quelle modalità di agire che corrispondono al bene personale e degli altri.
La chiarezza e la profondità delle suggestioni presentate nel saggio introduttivo rendono già la lettura del libro molto interessante; il pregio di questo manuale consiste, però, nel fatto che esso non si ferma alla riflessione teorica, ma offre, come sempre nello stile dei manuali della Erickson, parecchi spunti operativi pratici, raccolti in cinque sezioni di schede utilizzabili per esperienze da fare in classe con i ragazzi, con i genitori e per verificarsi con altri insegnanti.
Ogni sezione comprende circa 15-20 schede intorno a diverse tematiche che sono accomunate dall’obiettivo di facilitare l’acquisizione della “competenza etica” di cui si parlava prima.
Molto interessanti sono le sezioni dedicate al lavoro diretto sugli adolescenti per fare loro riflettere sull’importanza delle regole e per apprenderle in situazioni specifiche; originali sono anche quelle che cercano di ottenere la collaborazione della famiglia degli adolescenti per rendere più efficace il lavoro educativo; infine veramente utile l’ultima sezione dedicata alla gestione dei provvedimenti disciplinari in cui si presentano alcune “sanzioni” per chi infrange le regole, con la specificazione, a mio parere molto saggia, delle situazioni specifiche in cui ogni tipo di sanzione può essere utile e quelle in cui lo stesso tipo di sanzione è inefficace.
Mi hanno colpito anche i riferimenti interessanti a don Giovanni Bosco che, nello stile salesiano, aprì a suo tempo (cioè nella seconda metà dell’Ottocento) proprio una riflessione importante su quale rapporto costruire tra autorevolezza e presenza amicale coi ragazzi e che penso abbia parecchi spunti interessanti anche per il vissuto di oggi.
In generale il testo di Daffi è proprio un bel testo, ideale per insegnanti, educatori, formatori, genitori e con attività interessanti per gli adolescenti.
Questo manuale davvero pone l’autore come un ottimo formatore su queste tematiche e  lascia emergere non solo la sua competenza teorica, ma anche la sua sapienza pratica frutto della sua esperienza e dei numerosi  insegnanti che ha consultato.
 
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:: Luca Giorgini
Luca Giorgini, 33 anni, ha il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Attualmente sta conseguendo la Laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”. Lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.
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