2008
16
Dic

Fabio Trenti

di Red
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Ciao Fabio, l’idea è di rubarti un po’ di tempo per scoprire qualche retroscena su “Natale per caso”, progetto letterario “natalizio” da poco disponibile. E direi che la cosa migliore è di iniziare chiedendoti di presentarti e di presentare quindi il progetto stesso, spiegando chi altri coinvolge e come è nato.

 

Natale per caso nasce proprio così, per caso. Un giorno parlando con Marco Giorgini , ci siamo detti ma perché non buttiamo giù due righe e facciamo un piccolo racconto da regalare per Natale? L’idea ci sembrava carina e ci siamo buttati in questo progetto. Dovendo lavorare in coppia nella creazione del racconto, ho cercato di imbastire una trama con punti fermi a cui attenerci, ma lasciando massima libertà di esprimerci nella fase di creazione dei singoli racconti. Questo modo di procedere ci ha permesso di lavorare a quattro mani, in tempi diversi e luoghi diversi, facendo il punto di tanto in tanto su come procedevano le due storie. Altro contributo importante è stato quello di Stefania, che ha avuto il compito, non semplice, di rileggere e sistemare i due racconti. Facendo attenzione che il tutto si incastrasse a dovere.

 

 

Ci puoi raccontare qualcosa della trama senza svelarci però troppo? Chi sono e come sono nati i due personaggi? Come mai si chiamano entrambi Mario?

 

La trama è molto semplice, a causa di un evento banale, come può essere la perdita di una busta, i due personaggi vengono coinvolti in una serie di eventi che, loro malgrado, cambieranno le loro vite, senza però mai conoscersi. Se sia una serie fortuita di eventi o un progetto del destino, lo potrà decidere il lettore.

Ci servivano due personaggi dinamici e considerato il periodo, un tassista ed un corriere ci sembravano perfetti.

Il nome dei protagonisti possiamo dire che è veramente un caso. Nelle prime bozze sia io che Marco abbiamo utilizzato questo nome senza sapere le mosse dell’altro. Così quando ci siamo ritrovati per le solite verifiche non potevamo non tener conto del fato e la scelta è stata di mantenere lo stesso nome.

 

 

Che tipo di romanzo è, se visto nel complesso, “Natale per caso”?

 

Un racconto lungo, diviso in due parti, che si intrecciano fra loro. Un giallo buono. Non c’è nessun assassino da scoprire, ma solo riconoscere dove e in che modo i due personaggi principali interagiscono lungo l’evolversi della storia. L’idea di base era centrata sul Natale e tutto doveva portare ad una lettura leggera, divertente e con il classico lieto fine.

 

 

Perché è stata scelta una ambientazione modenese e contemporanea?

 

Sia gli autori, sia le persone che leggeranno in prima battuta il libro, conoscono bene Modena. Ambientare la storia in vie e luoghi che quasi tutti ricordano, ci ha permesso da un lato di evitare lunghe e noiose descrizione e dall’altro di lasciare spazio alla fantasia del lettore. Il fatto che il tutto si svolga ai giorni nostri, a nostro avviso, legava ancora di più chi leggeva alla storia. Infine volevamo ambientare i due finali positivi ai giorni nostri, per fare un augurio speciale ai nostri lettori, della serie se è capitato ai nostri personaggi, non è detto che non capiti pure a voi.

 

 

La cosa probabilmente più interessante di questa operazione (al di là dei singoli passaggi) è il meccanismo di intreccio. Ci puoi dare qualche altro dettaglio a riguardo e dirci quanto è stato complesso idearlo e che problematiche avete incontrato nel mettere in pratica quanto progettato?

 

Volevo che il tutto iniziasse da un fatto che potrebbe succedere a tutti, come la perdita di una busta. A volte ci capita di trovarci in determinate situazioni che lì per lì non ci dicono nulla o che liquidiamo in fretta con frasi del tipo che sfortuna o che fortuna. In realtà non sappiamo se è tutto avvenuto per caso e ancor meno sappiamo quello che avviene in seguito in base alle nostre scelte o azioni. La trama nasce così, eventi che si presentano a personaggi, che reagiscono come gli suggerisce la propria natura, senza sapere perché è toccato a loro e senza sapere le conseguenze delle loro scelte. Tutto con un pizzico di surreale, siamo sotto Natale. Cosa avviene e come, lo troverete nel libro, non posso dire altro.

 

 

Quanto tempo avete impiegato per la stesura del testo?

 

Il tempo è stato fissato per motivi di consegna. Volevamo avere qualche cosa da distribuire per Natale, presentare questo racconto a Pasqua non avrebbe avuto senso. Posso dire che lavorando a ritmi serrati sia io, che Marco e Stefania, in tre settimane e con notti ad orari folli, abbiamo chiuso il progetto. Qualche giorno in più di rifinitura sarebbe stato gradito, ma ormai è andata così.

 

 

Avete dovuto fare molti aggiustamenti in corso d’opera per sistemare i punti di contatto?

 

Meno di quelli che ci aspettavamo. Il sistema di tenere pochi punti vitali in comune e lasciare spazio libero per tutto il resto ha portato i suoi frutti. Gli aggiustamenti ci sono stati ovvio, dai più banali, tipo il colore dell’auto, ai più complessi, tipo il contenuto della busta, che è … non ve lo dico.

Tutto sommato abbiamo raggiunto un buon compromesso, senza perderci in dettagli, ma descrivendo l’essenziale ai fini della storia.

 

 

Quanto tempo vi ha richiesto la “rifinitura” del progetto? Ovvero, quanto è “costata” in termini di tempo quella parte che, con un editore alle spalle, non avreste gestito necessariamente voi (titolo, copertina, revisione, impaginazione eccetera)? Quali aspetti sono stati più complessi?

 

Il titolo è stato scelto da un elenco buttato giù da Marco e me, andando via via a spulciare quelli che non ci convincevano, fino ad arrivare a quello attuale. La parte di revisione è stata seguita in modo professionale da Stefania, andando a sistemare tutti quei problemi che in fase di scrittura, l’autore perde di vista. Tutta la parte grafica di impaginazione, copertina, ecc. è stata seguita da Marco, che ha più familiarità in questo campo. Dovendo gestire quotidianamente siti, formazione ebook, creazione fumetti, ecc. ha chiuso tutto in un paio di giorni di lavoro.

Alcune attività sono andate avanti di pari passo con la stesura dei racconti, diciamo che il grosso del lavoro e l’incastro di tutti i pezzi, si è concentrato a ridosso del 8 Dicembre e non per caso.

 

 

Che idea ti sei fatto (o vi siete fatti) sul risultato? E che prospettive o progetti avete (se ne avete) sulla cosa?

 

Nel complesso sono soddisfatto, avevo messo in conto qualche intoppo lungo la strada, ma alla fine tutto è andato liscio. Sentendo i primi pareri di chi a letto tutto il libro, il risultato mi sembra positivo. Considerato che l’idea base era quella di fare un regalo natalizio e non quella di scrive l’opera della vita, direi che l’obbiettivo è stato centrato.

Sicuramente in futuro nascerà qualche altro racconto, ma ora è presto per parlarne.

 

 

Il libro è disponibile on-line per il download gratuito, ma è anche possibile acquistare una copia cartacea su due siti di stampa on-demand? Com’è nata questa situazione doppia (libero/pagamento e due siti diversi da cui è possibile comprare due edizioni di formato differente)? Come mai non avete provato prima a contattare un editore (magari piccolo) per proporre la cosa?

 

Tasto dolente. Sia io che Marco abbiamo le idee abbastanza allineate sul discorso editori e ambiente circostante. Diciamo che non ci interessava fare un libro per venderlo. Volevamo un libro da regalare ad amici e conoscenti. In questa ottica il fatto di poterlo scaricare gratuitamente era l’unica strada percorribile. Inoltre avere qualche copia stampata ci sembrava il modo migliore per presentare il libro, a quelle persone che conoscevamo meglio ed a cui volevamo regalare qualche cosa di simpatico. Una stampa di un pdf non ci sembrava il caso. Per poter avere qualche cosa di cartaceo la scelta è caduta sui due siti, Lulu.com e ilmiolibro.it . Entrambi i  portali offrono servizi di stampa ed impaginazione più o meno simili, con costi per gli autori più o meno in linea con ciò che desideri. Infatti i due formati nascono sia dalla necessità di avere un prodotto tascabile, sia per mantenere costi copia in un certo range. Il costo copia è un dato molto importante, dal lato autore, dovendo in prima battuta comprarci il libro per poi regalarlo, doveva essere molto basso. Se poi qualche utente lo acquisterà, oltre a farci piacere, dovrà trovarsi un costo molto contenuto. Non siamo così famosi da giustificare prezzi elevati. Ho detto famosi e non bravi volutamente.

Un editore tradizionale difficilmente avrebbe appoggiato il nostro progetto, in genere il tutto gira sul numero di copie vendute e quanto ci si guadagna. Due esordienti con un romanzo che funziona, si spera, solo sotto Natale, non sono proprio un buon ritorno finanziario.

 

 

Che tipo di promozione state facendo su quest’opera? Che aspettative avete a riguardo?

 

Praticamente tutto online, mail, forum, siti, ecc. E’ la forma di comunicazione che ci costa meno, permettendoci ugualmente di raggiungere un numero discreto di persone. Come sempre avviene in questi casi speriamo nel passa parola fra i vari lettori. Aspettative? L’importante è che se ne parli. Siamo rimasti qualche giorno sulla home page di ilmiolibro ed è stata una bella sensazione. Rimanere visibili online su google per un po’ e linkati in qualche forum di settore, sarebbe il massimo.

 

 

Parlando nello specifico solo di te hai scritto altro, o hai progetti (di tipo letterario o comunque “artistico”) per il futuro?

 

Ho scritto altro, che per fortuna è sparito nascosto dalla montagna di dati che ci sono in internet. Come dicevo ci sono altri progetti, ma devo coinvolgere Marco ed ora si deve riprendere da questa fatica.

Per il futuro spero di avere qualche altro lavoro interessante da presentare. Magari un libro più impegnato, chi può dirlo.

 

 

Che prospettive ci sono secondo te per piccoli progetti amatoriali nell’era internet?

 

Essendo l’unica via percorribile, prevedo un gran futuro. Con in canali tradizionali non avremmo mai potuto pensare ad un investimento di denaro e tempo, per produrre poche copie a titolo di regalo/esperimento. Non credo molto a chi dice nelle interviste di aver spedito materiale ai grandi distributori ed essersi poi trovato come per magia esposto in libreria. Penso che il percorso sia inverso, chi si fa notare online, ha poi qualche possibilità in più di entrare nel giro tradizionale. Un po’ di tempo fa ho visto una trasmissione televisiva dove veniva intervistato uno scrittore che pubblicava online. Lui era entusiasta perché il suo libro era stato scaricato da tre mila persona, alla giornalista che non conosceva bene come funzionava il tutto, sembrava una cifra non così esagerata. Mettere online un libro non costa nulla e se lo scaricano mille persone è un gran risultato, pubblicare tramite editore devi seguire regole diverse, con il rischio di mandare in stampa mille copie e venderne solo dieci. Ed i soldi investiti da dove li recupera l’editore? Un libro amatoriale deve poter vedere la luce senza spese ed internet al momento è l’unico mezzo per farlo.

 

 

E che prospettive ci sono, sempre secondo te, per chi vuole diventare uno scrittore (in senso più tradizionale del termine)?

 

Se posso scrivere online io, può farlo chiunque. Tutti siamo scrittori, quando creiamo un racconto, una storia o una banale lista della spesa, è un processo solo nostro e irripetibile. Poi che sia bello o brutto, questo è un altro discorso.

Marco ha la gestione di un sito dove quotidianamente scrittori mandano ebook o altro per essere pubblicati: www.kultvirtualpress.com . Trovo che sia un valido strumento per farsi conoscere, per dire ci sono pure io e per appagare, con il minio sforzo, il nostro ego ed il desiderio di poter dire ho pubblicato un mio libro.

Poi ci sono siti, come quelli utilizzati da noi, che stampano e rendono reale il tuo desiderio, quindi ben vengano gli scrittori. Gli strumenti ci sono, basta solo aver la voglia di mettersi in gioco e provarci.

 

 

C’è qualcuno che non hai ancora citato a cui vuoi fare un ringraziamento o una dedica, eventualmente tra le persone che hanno già avuto modo di valutare l’opera?

 

Un grazie a Stefania per aver gestito noi autori in una fase critica come la creazione di un racconto. Lo so siamo intrattabili e permalosi. Un grazie a tutti quelli che leggeranno il romanzo, nella speranza di regalargli qualche minuto di allegria. Siamo certi che almeno, gli daremo un pretesto per prenderci in giro, fino al prossimo libro.

 

 

Grazie per il tuo tempo e a presto

 


Dove trovare "Natale per caso"

 

Stampa (a pagamento):
LULU.COM: copertina morbida, formato A5
ILMIOLIBRO.IT: copertina morbida, formato tascabile 12x18

Download gratuito:
KULT Virtual Press: formato e-paperback / e-paperback exe, aportis doc, palm reader, MS reader (lit)
LULU.COM: formato PDF (per la stampa in A5)

 
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