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2008
22
Giu

La Mossa Del Matto Affogato

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Mondadori
 
Da sempre fedele al motto “meglio rimorsi che rimpianti”, Giovanni Alagna è un uomo che vive al di sopra delle proprie possibilità economiche. Sposato con Elvira, due figlie femmine, diverse storie sessuali, viene buttato fuori di casa dalla moglie che scopre una sua relazione con Anna, un’attrice. Per sfuggire al fisco e ai creditori, cambia continuamente abitazione, cerca di fregare gli altri, svolge il proprio lavoro di impresario teatrale grazie ai contributi concessi dagli Enti. Omissioni, menzogne, falsità sono i mezzi che adopera per vivere  girando  in Porsche, una macchina che ha fregato a Tramuto, azione  della  quale si pentirà amaramente. Va avanti, ma, ad un certo punto,  le cose cambiano: oltre la crisi coniugale,  avverte una aperta ostilità da parte delle due figlie, Costanza e Federica, la sorella non gli concede un prestito, le banche, in virtù delle “nuove disposizioni”,  lo cercano disperatamente per riavere indietro i soldi prestati. Si trova in crisi, la disperazione aumenta e le persone vicine, come in una partita a scacchi, stringeranno un vero e proprio assedio inchiodandolo alle proprie responsabilità, come avviene negli scacchi quando il re subisce la mossa del matto affogato, la più crudele delle sconfitte. Alajmo imbastisce una trama narrativa avvincente, nel finale ansiogena e non  concede nessuna pietas al protagonista, inchiodandolo alle proprie responsabilità. Ritmo serrato, linguaggio chiaro e semplice, nessuna concessione alla retorica, lo scrittore,  che ambienta la storia in una città identificabile con Palermo,  fa uso, scelta narrativa felice, della seconda personale al singolare,  in questo ci ricorda lo scrittore francese Butor ne “La  modificazione, tratteggia benissimo il personaggio del protagonista. Scelta narrativa riuscita  quella di procedere come un viaggio a ritroso nel tempo, partendo dalla morte di Giovanni che, circondato da parenti ed amici, cerca la frase ad effetto per congedarsi e stupire ancora una volta le persone  vicine, ma la fine è vicina e Alajmo non concede nessuna fuga al protagonista che rispecchia un certo spaccato dell’Italia di oggi. E’, questo ultimo libro dello scrittore palermitano,  un volume contro l’arroganza, la protervia, l’ignoranza, in senso lato anche del  potere politico ?contro chi cerca di fare il furbo, di vivere fregando gli altri e il finale, pur con la morte dell’impresario, fa giustizia delle scorrettezze del protagonista che morirà solo, privo dell’affetto dei familiari.
 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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