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2004
7
Dic

Ammazzo Tutti

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(Francesco Bruno - Marco Minicangeli - Stampa Alternativa, 2004)

Ecco, del serial killer hanno parlato proprio tutti, dagli psicologi televisivi stile Paolo Crepet fino ai giallisti di professione come Carlo Lucarelli. Hanno parlato e straparlato, pontificato, rigirato sino alla nausea e servito in tavola come una minestra fredda la solita storia dell’omicida seriale e delle sue carenze affettive, di una patologia criminale che lo porta a desiderare la morte dell’altro e del modo di porsi contro la società per riuscire ad avere un ruolo al suo interno. Francesco Bruno e Marco Minicangeli invece affrontano un tema attuale ma poco trattato dalla pubblicistica italiana, quello del mass murder, che è l’esatto contrario del serial killer. Il fenomeno del mass murder sino a pochi anni fa pareva cosa estranea alla realtà italiana, lo si riteneva un fenomeno tipicamente anglosassone, frutto di una presunta società del benessere. Non è più così. E i due autori lo dimostrano prima con un accurato studio teorico sulle caratteristiche del mass murder e sulle implicazioni sociali di tale tipologia di delitto e subito dopo con un documentato apparato di schede. In Italia il fenomeno del mass murder si scatena soprattutto in famiglia, questa è la tesi dei due bravi saggisti, mentre nel mondo anglosassone l’omicidio di massa riguarda più spesso l’ambiente di lavoro. Il mass murder è un individuo alienato, depresso, che non si riconosce più nel gruppo sociale dove vive, che vuole distruggerlo, annientarlo. In Italia la famiglia ha sempre avuto un ruolo privilegiato e rassicurante, adesso pare che le cose siano cambiate e che da mondo di affetti e di sicurezze si stia trasformando in una gabbia difficile da sopportare. La stessa tesi di Minicangeli e Bruno lo trovate espressa nel volume di racconti horror La stagione della follia, curato da Luigi Boccia e Nicola Lombardi (Euro 6,00 - Edizioni Il Foglio). Nelle pagine dei due saggisti riviviamo la terribile storia di Erika e Omar, la follia di Renzo Finamore, gli omicidi dei fratelli Savi con il marchio della Uno Bianca e la pazzia moralizzatrice dei pericolosi Ludwig. Un libro interessante, che mancava nel panorama saggistico italiano, uno studio accurato che fa riflettere sulla situazione italiana e mette in guardia per il futuro. Il sistema sociale americano che è per molti un modello riferimento nasconde troppi scheletri nel suo armadio.  

 
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:: Gordiano Lupi

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con La Stampa di Torino. Traduce gli scrittori cubani Alejandro Torreguitart Ruiz e Yoani Sánchez. Ha pubblicato molti libri monografici sul cinema di genere italiano per la casa editrice romana Profondo Rosso. Collabora con www.tellusfolio.it curando rubriche su Cuba, cinema italiano e narrativa italiana. Tra i suoi lavori più recenti: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Sangue Habanero (Eumeswil, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010), Fidel Castro – biografia non autorizzata (A.Car, 2010), Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica, 2010). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Pagine web: www.infol.it/lupi


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