:: Home » Articoli » 2008 » Maggio
2008
2
Mag

Dissolvenze

Commenti () - Page hits: 1100

 

Poesie edizioni Il Foglio –2008

Partendo dal titolo, si potrebbero spiegare le dissolvenze in vario modo. Sono quelle che imprigionano la vita in una catena intrisa di vuoto, come fosse ombra, il nostro passaggio terreno dai tratti conturbanti o incomprensibili e difatti il poeta prosegue: sono costretto, nella luce diafana del mattino, / a macchiarmi l’anima/ di eventi e dolore, / quel fiore solitario che non trovo…
Nella sua concezione non solo l’uomo stenta a trovare il bandolo e una direzione al cammino generale dell’essere nel senso filosofico del termine, quanto a se stesso, immerso in una eternità tradita, sottomesso al pungolo del destino. Il suo pessimismo, tuttavia, più che configurare una posizione dominata dal nonsenso dell’apparato planetario, sembra piuttosto sottolineare il limite intrinseco della creatura, che pur sostenuta dalla ragione, è costretta ad una sorta di agnosticismo sulle cogenti domande circa lo scopo e il fine della sua vita. Nessuno può figurarsi se non attraverso la fede un disegno dell’eterno.
Marionetta o fantoccio, l’essere umano segue una strada che non ha segnato con le sue mani, in un tragitto di fittizia libertà. Il caso decide i suoi passi, sovente gettando lutti sulle spalle, sempre lasciando disorientati. Ciononostante la vita va vissuta, anzi conserva nelle sue pieghe la magia che induce, di fatto, all’accoglienza della propria sorte e all’orgoglio di aver partecipato al circolo più generale, se pure incomprensibile, del cosmo, con due mani protese nel vento, / l’urlo del mare, / il canto dei vili, / la rabbia dei morti, / l’incertezza del pianto, / le cose ordinarie, / il dolore di essere ombre.
Ma oltre alla generica angoscia esistenziale che probabilmente è già presente nel primo umano vagito, l’arco di tempo che appartiene al poeta è segnato da altre ferite, storiche e contingenti. Il degrado intacca l’umanità in maniera globale: l’ambito dei rapporti umani non è più nel segno della reciprocità, quelli politici e di mercato sono dettati dal tornaconto personale e dall’egoismo e l’ecosistema è stato tanto violato da far temere addirittura la catastrofe della specie. Prevale quello che Fromm aveva paventato: il primeggiare dell’avere sull’essere. Hanno ucciso l’azzurro, / le notti di marzo, /il canto e la poesia, / sussurri e chiarori in un campo di tenebra.
Il poeta tuttavia nella sua desolazione intravede un porto. Nel rapporto d’amore, che dalla sua parte concepisce come totalizzante  e generoso fino al dono di sé, altre dissolvenze si possono immaginare: quelle del dolore e dello sconcerto. Anzi, nell’altra persona, Messina, come si diceva, è disposto a sciogliere tutto se stesso, mettendo la vita in altre mani, in una fiducia che acquisisce i toni elegiaci e lirici dell’antica poesia. Non nutre alcun pudore nel rivelare la propria fragilità e il bisogno di lasciarsi andare per avere tregua, tanto è fiducioso che l’amore possa dare colore e calore al suo buio, mettendo in fuga i fantasmi.
Tuttavia Messina sa che neppure un sentimento vero sfida il tempo e che due giorni appena in questa vita danzeremo, ma ne scrive senza lo stoicismo oraziano del carpe diem. In questa poesia si rilevano invece sentimenti e passioni, dubbi e lacerazioni in una sorta di stralunata consapevolezza dell’imminente precipizio.

…nel segno,
di questo presente immobile,
nello spazio di un respiro,
mi guardo intorno,
attonito,
osservo la mia vita
racchiusa
in miasmi di tenebra.
 
Un’atmosfera crepuscolare, di penombra, grava su tutta la raccolta, dovuta a questa battaglia tra lo sguardo che osa l’azzurro e la percezione della precarietà delle cose dell’uomo, che riverberano sul verso un senso di sconfitta che talora arriva alla prostrazione. Sovente anche gli elementi della natura assurgono a metafora delle tante speranze disattese.
Commuove poi la poesia alla madre che si configura come il baluardo contro il vero e proprio deragliamento.
Alla fine è d’obbligo parlare delle vere dissolvenze, quelle che la morte impone alle membra e alla coscienza di ciascuno, il riposo eterno. In effetti, tutta la raccolta è attraversata da una sottesa malinconia, con lo sguardo rivolto alla falce in un angolo già sguainata e, in questo ambito mesto, anche l’amore non è mai narrato con esaltazione ma con un filo di tristezza dovuto al rimpianto sempre presente di quanto si sta per perdere. Lascia che il corpo si dissolva piano…
Poesia di confessione, quasi femminea, se si intende con questo la capacità di scavo e di dono, assiepata in un suono pulito e in un lessico confidenziale e comprensibile: in nessun passaggio l’autore cerca l’artificio retorico e i toni altisonanti. L’uso della lingua nella sua cadenza da antica nenia o melodia non ricorre a stratagemmi di assonanze, giochi linguistici e metrici; essa si posa con una naturalezza e trasparenza del verso che rendono la raccolta godibile in ogni parte.
Roma 28/04/08
 
 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Fortuna Della Porta
Fortuna Della Porta nasce in provincia di Salerno e lì ha vissuto per molti anni. Dopo la laurea in lettere per quasi un ventennio si è dedicata all’insegnamento, trasferendo nella professione l’amore per la classicità e la parola poetica. Ha pubblicato due volumetti di versi: Rosso di sera, ed. Il Calamaio e Diario di minima quiete, ed. LietoColle. Un poemetto di circa 1000 versi, Canto Primo, è apparso sul periodico letterario Poiesis. Recensioni, articoli, racconti e il dramma Scacco al re sono stati pubblicati in siti specifici della rete, mentre alcune raccolte inedite, e Rosso di sera, si sono segnalate tra i vincitori o i finalisti in alcuni premi (J. Prévert, E. Morante, G.Lorca.)
Collabora a numerose riviste sia cartacee che on line. Vive ormai stabilmente a Roma.
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 720 millisecondi