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2008
5
Mar

L’uomo Senza Casa

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Guanda
 
Svizzera.  A distanza di vent’anni dalla costruzione di una diga in contrada Malvagia, si pensa di ampliarla.  Riaffilarono vecchi ricordi e  misteri irrisolti. Quando la diga fu costruita, scomparvero due persone, uno dei quali era il padre di Elia Cantini, l’investigatore privato creato dallo scrittore svizzero. Fuga? omicidio? traffico di soldi? Nessuno è mai riuscito a provare il motivo della scomparsa di due amici, ma l’ampliamento della diga, oltre ad evocare ricordi non  idilliaci, fa registrare diversi omicidi: vengono fatti fuori il sindaco  Giovanni Pallanda, il cognato imprenditore Alessandro Vassali, fautori dell’ampliamento della diga, entrambi prima uccisi e poi ritrovati con il viso rivolto verso l’acqua,  la vecchia Desolina che, dopo vent’anni trascorsi in Spagna, ritorna in Svizzera per dire ad Elia Contini la verità, il giovane meccanico  Tommaso Porta che affigge nella propria stanza alcune fotografie di persone.  Gli investigatori pensano che ad uccidere i quattro sia propri Elia Contini anche perché numerosi sono gli indizi a suo carico, ma la verità è diversa. Nel libro compaiono anche diversi altri personaggi come l’avvocato Giorgo Calgari, il faccendiere Finzi, il commissario Emilio De  Marchi, che gioca continuamente con un accendino, il legale Chico Malfanti. Al suoi esordio narrativo, Fazioli ci regala un giallo avvincente e coinvolgente. Il libro presenta una trama complessa ed articolata, ricca di colpi di scena, gli intrighi sono seducenti, i personaggi ben caratterizzati, come Elia, chiuso, diffidente,  che abita solo in campagna e che guarda le volpi e che si ritrova “caduto in un circolo vizioso di morti”. Di notevole spessore il personaggio del vecchio Giona  che invita l’investigatore privato a “scavare sotto lo specchio, non basta dimostrare che non sei l’assassino”. Lo scrittore, pur disseminando il libro di innumerevoli indizi e di  rivelarci, all’inizio del libro, l’autore di due omicidi, disorienta il lettore, lo inchioda fino all’epilogo del libro avvalendosi di una scrittura avvincente. Sullo sfondo la Svizzera, apparentemente tranquilla, città ideale per vivere sereni, ma in realtà ricca di banche, di intrighi internazionali, una Svizzera “piccola in estensione, ma profonda è la sua cantina di cattivi ricordi”. In questa cantina fruga abilmente Fazioli dando vita ad un interessante libro che dimostra le sue  ottime qualità di narratore. Un autore   interessante, del quale sentiremo parlare in futuro.
 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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