2008
10
Feb

Maruzza Musumeci

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SELLERIO EDITORE
 
Grazio Manisco ricompare a Vigàta nel 1895” dopo vinticinco anni passati nella Merica”. Quarantacinquenne, figlio unico, non ha conosciuto il padre e la madre è morta quando era ragazzino,   acquista un podere di dieci salme in contrada “Ninfa” e costruisce una casa, pezzo per pezzo, con le proprie mani, casa sinonimo di perfezione che susciterà l’interessamento di un pittore americano. Decide di sposarsi e, non più giovane e claudicante, la scelta cade su Maruzza Musumeci, una bella  donna di trent’anni che ha una “catannana”,  Minica, con più di 100 anni, anche se ne dimostra venti. Maruzza è molto bella, giovane, seducente, ma “strana.” Partorisce il primo figlio nella piscina di acqua di mare che ha voluto costruita da Grazio,   fa il bagno in piscina , canta che è una meraviglia, possiede una grossa conchiglia per ascoltare il rumore del mare. I due hanno quattro figli: due maschi e due femmine. Carlo, il primogenito,  andrà in America e odierà  il mare (come il padre), la seconda Resina, canta come la Sirenetta e condividerà con il fratello un infausto destino. Sullo sfondo, la storia è ambientata fra la metà dell’Ottocento e il Nocevento, la seconda guerra mondiale, i lutti, i bombardamenti, ma quello che interessa a Camilleri è mettere in evidenza, fra riti arcani, magie, quest’isola immaginaria,  “Ninfa”,  che non è altro che una rivisitazione dell’Odissea. Grazio è una sorte di anti Ulisse, le donne parlano fra loro in greco, si assiste a Resina che canta come le sirene, i bagni in acqua salata di Maruzza, la sua incontenibile voglia di cantare davanti la finestra rivolta al mare, testimoniano da una parte il desiderio di vendetta delle sirene, che cercano, nel contempo, di entrare a far parte nel  tempo in cui vivono e Maruzza approfitta di Grazio per sposarsi e cercare di condurre una esistenza normale. Dicotomia donna- sirena, realtà e magia, caratterizzano questo libro certamente diverso dai precedenti di Camilleri perchè ci fa entrare in una famiglia che, nonostante sia  dominata dall’ambivalenza., dal contrasto, riesce a vivere serenamente. Intensa   la scena  della morte di Grazio che chiude il romanzo, una morte  non vista come liberazione dai problemi, ma come atto finale di un’esistenza intensamente  vissuta.
 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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