2008
10
Feb

Anime Perdute

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Notturno veneziano con messa nera e fantasmi d’amore
 Baldini Castoldi Dalai (Milano, 2007), pag. 350, euro 16.00.
 
Il cattivo maestro Dario, il professore provocatore e scandaloso’, il teorico d’una teoria sulla giustezza delle ingiustizie, incontra il bene e il male. E miscela bene e male, bene con male. Innanzitutto, Dario, lascia la sua Roma e la sua università per rincontrare a Venezia una contessa con la quale ha già avuto un molto intenso rapporto sessuale; questo fino all’arrivo in laguna, anzi dopo i primi ritorni sugli scambi carnali. Che poi arriveranno tanti altri personaggi, ma così tanti da trasformare anzi da ingigantire la storia e non solo le vicende. Innanzitutto, l’incontro casuale di Dario con un suo vecchio professore e con altri personaggi che cambiano del tutto i rapporti in campo… a sconvolgere la relazione, tanto per cominciare, un’inizialmente inspiegabile e improvvisa attrazione per una giovanissima nipote dello stesso professore. Dario perde Quasi la ragione. Fino a farsi inserire nei progetti del professore in pensione e della sua cerchia di “amici” – dove spicca un ambiguo prete inglese che si atteggia a depositario della dottrina magica di Aleister Crowley e del di Frederik Rolfe, detto Baron Corvo, lo scandaloso scrittore morto a Venezia un secolo prima. “Quasi privo di volontà per amore della nipote del vecchio maestro, Dario accetterà di entrare a fare parte della setta, partecipando a una messa nera che si risolverà in una discesa all’inferno. Ma la rovina definitiva per lui verrà da Roma, dove alcuni suoi studenti uccideranno un ragazzo, sparandogli senza movente, al solo scopo di verificare una delle sue tante tesi sulla casualità del diritto”. Eppure il finale è meno significativo dei passaggi veneziani. Nella messa nera e prima di questa si scopriranno veli e si metteranno maschere. Si capirà che più persone cadono in una finzione dannata. Contemporaneamente, l’idea di Dario era quella di scrivere un saggio su una sua fissazione. Per il cattivo maestro, figlio spirituale del cattivo maestro che era stato quel professore incrociato nuovamente dopo anni e anni, delle condanne ingiuste possono essere considerate addirittura “giuste” se pensate come punizione per errori fino a quel momento non perseguiti. Con la sua scrittura a tratti altamente suggestiva e densa di finezze, Cuomo, che è anche giornalista e saggista, inventa pezzi di romanzo che si fissano nelle teste. Per capire se esiste pure una finalità’, un obiettivo in fondo o in mezzo a questo romanzo, occorre riprendere alcune risposte / considerazioni dello stesso autore, frasi pronunciate al momento dell’uscita del titolo. “Volevo arrivare a una rappresentazione del male, ma non fine a se stessa. E indicare che in fondo al buio c’e’ sempre una via d’uscita”. Dunque un chiaro impegno. Poi: “conta la realtà cruda e nuda. Con la scommessa, forse davvero una scommessa, di cercare un po’ di sale per i giorni”; anche se, “non c’e' un preciso messaggio o forse sì, un messaggio si può lanciare: l’inferno non è mai per sempre, il paradiso non è mai perduto”. Dario insegna e viene bastonato, la luce arriva o arriverà. Nel buio?
 
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