2007
15
Ott

La pista di sabbia

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Un cavallo morto rinvenuto  dal commissario Montalbano davanti la sua casa di Marinella, diversi “strani” furti perpetrati all’interno della sua abitazione, un tentativo di incendiare la sua casa, minacce a ripetizione , una affascinate donna, Rachele Esterman della quale il commissario rimane affascinato e con la quale ha un rapporto non soltanto platonico, tradendo, per la seconda vota, la storica fidanzata Livia. Sono diversi gli ingredienti di questo libro che presenta una trama complessa e diversificata. Un cavallo rubato nella scuderia di Saverio Lo Duca, ucciso a sprangare di ferro e poi fatto scomparire, il processo contro il pregiudicato Liccio dove il commissario dovrà testimoniare sono  due vicende che si intersecano magistralmente, ma che disorientano Montalbano che ha bisogno “di un paio d’occhiali “  per decifrare la realtà. I furti, le minacce telefoniche inducono il commissario a compiere una serie di errori e a muoversi su una pista di sabbia. Le due vicende sono collegate? Perché il cavallo é stato rubato ed ucciso? chi lo minaccia? Il personaggio creato da Camilleri ha serie difficoltà a decifrare la realtà e solo alla fine, nell’arco di poco tempo,riuscirà a comprendere chi e perché ha rubato il cavallo da corsa e il ruolo avuto nella vicenda da Gerlando Gurreri, principale indiziato del furto, rinvenuto ucciso. E’ uno dei gialli più interessanti  di Camilleri che ci introduce nel mondo delle corse clandestine dei cavalli, di quelle di beneficenza, presentandoci una “spicchio” di società che lo scrittore non ama. Non mancano pagine ironiche come i dialoghi interpersonali fra lo stesso Montalbano,  i colloqui con il magistrato Giarrizzo,  l’esilarante telefonata con Catarella. Camilleri,  nonostante la vasta produzione letteraria, riesce a raccontarci una storia affascinante, complicata, avvalendosi di una trama narrativa molto interessante, per nulla scontata. Non manca il Montalbano-Camilleri politico che esprime critiche al potere dirompente  della  televisione, alla mafia , privilegiando però  l’introspezione psicologica dei personaggi, protagonisti del giallo, in primis l’affascinante Rachele.

 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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