2007
10
Set

alla vita

Commenti () - Page hits: 1200

 

 

Leggiamo una silloge che ha ricevuto riconoscimento speciale dalla giuria del premio di Camaiore 2007 e che rappresenta l’antologia della vita emotiva, esistenziale e poetica di Paola Lucarini.

Si apre con testi da Seme di Ulivo, del 1981, graffiati dal lutto per la morte del padre, figura amatissima che giganteggia emblematica e che di tanto in tanto ricompare a tramare, anche nelle successive sezioni, versi e ricordi: memoria di una comunione di spirito e intenti e, soprattutto, dialogo –come sa farsi lancinante l’erba del ricordo- che non si sono interrotti neppure dopo che egli ha varcato il limite dell’indicibile.

Quando nel tempo ti facesti tempo…Ti ho accompagnato alla soglia, padre,/ oltre la quale hai proseguito.

 

Tu, padre che sei nel Padre,

visita la mia finestra

posa su alloro e quercia

l’infinito cielo.

 

E tuttavia, nonostante il dolore, non c’è posto nel suo lamento funebre per la disperazione: la fede dell’autrice non concede spazi al dubbio. Ha esaminato accuratamente la natura dell’ordine cosmologico in cui le creature si muovono e ha compreso le ragioni del nostro passaggio terrestre. Armonia, ordine e finalità di salvezza ordinano la creazione.  La res extensa non esiste a caso, ma riflette l’assetto medesimo della mente divina, che guida gli esseri viventi, anche attraverso la prova del male e del cordoglio, all’eterna salvezza. Su tale convincimento, il distacco dalle persone che si amano è un appuntamento nelle regioni dell’eternità.

Tutta la raccolta si gioca su questo doppio percorso di apertura agli altri compagni d’esilio –il dono dell’ascolto- e di riconoscimento dell’essenza divina nell’equilibrio cosmico, sicché possiamo leggere versi come orazioni, intrise di una spiritualità tipica delle anime mistiche.

Se l’uomo non si fa vero/ non entra nel vero/se non si fa cielo/ non entra nel cielo della vita.

Salda dunque la fede di Paola Lucarini, esule dalla terra, per il cielo di pace, come S. Francesco intenta a leggere nel creato il segno della comune origine divina.

Non è, infatti, un essere mortificato dal peso della carne o costretto a espiare la caduta nei modi angoscianti di Iacopone da Todi quello che traspare dalla poesia della poetessa fiorentina, ma l’uomo che Dio ha sublimato sulla terra donandogli l’intelletto per guardare attraverso i tempi, per meditare sulla propria condizione e comprendere il senso della creazione e le finalità ultraterrene del proprio destino.

L’occhio dei vivi non deve andare verso il basso ma verso i cieli.

Tu non perdere l’abitudine/ di guardare sempre in alto/di capire ciò che non si vede.

Nell’ottimismo cosmico, preordinato al bene e alla felicità della contemplazione di Dio dopo la morte, la creatura, che pure sperimenta la pena del vivere, non può mai restare sopraffatta. Nessun peso è tale da schiacciarla, nessun peccato tanto fosco da non poter essere perdonato. In nessun momento è sola sulla strada che porta i passi nei giorni che si susseguono. Come scrisse San Paolo: dove grande fu il peccato/ sovrabbonda la grazia.

Altrove:

Signore, forgiami come ferro, al Tuo volere.

La serena certezza nella Parola, che nell’antologia si dipana pagina dopo pagina, fa venire in mente la tranquilla fiducia di Dante quando attraversava i regni dell’oltretomba, in un contrappunto continuo tra il fluire della terra e la materia speculare celeste, dove l’esistere s’incendiò all’eterno. Una quiete di chi ha subìto la vita, è cresciuta tra il pruno e la rosa ma che nella fede ha trovato le ragioni del Tutto.

Ed è proprio dalla sofferenza che si genera la poesia : finché il dolore non ti rovescia come una calza/ non chiamarlo poesia,

per poi concludere:

 

Ora riposa, cuore stanco e innocente

-bimbo sudato dopo tanta corsa-

nell’ombra della finestra

aperta all’eterna luce.

 

A testimoniare il profondo sentimento religioso dell’autrice sono ancora la sezione dedicata a S. Caterina, da Il Pozzo, La Rocca del 1996, e una lunga composizione a Maria di Magdala, che incarna la fallibilità umana e la generosità celeste nel prendere su di sé la cesta dei peccati, attraverso l’incarnazione e il sacrificio del Cristo, ma sin dall’epigrafe si evince l’accettazione delle pieghe e delle piaghe della vita da parte della Lucarini:

La nostra forza/ sta nella profonda inconoscibile giustezza / di ciò che accade, che pare rimandare all’argomentazione di Leibniz che segna il nostro come il migliore dei mondi possibili.

Dalla contemplazione che è amalgama e riconoscimento del sé nell’universo può generarsi l’estasi, che, addirittura, nell’essenza profonda e nella terminologia ricorda per alcuni aspetti l’ascetica dell’oriente.

Importante è anche il sodalizio spirituale con altri poeti, con Luzi, contemporaneo e forse anche di più con Marina Cvetaeva, una delle personalità più originali della poesia del 900, cui rende omaggio con una selezione dalla raccolta Fiori dallo stagno d’inchiostro del 1985.

La sensazione che si ricava da questo canto dell’anima è, allora, di una preghiera di ringraziamento al Cielo per il miracolo della creazione e della salvezza, anche se essa passa per queste buie strade.

Merita attenzione lo stile della Lucarini, dal ritmo da nenia malinconica e severa, in sontuoso equilibrio fra l’accesa liricità, il rigoglio lessicale e la classicità finale che mai scade a maniera, in un controllo del verso che si esalta molto spesso in immagini perentorie e indimenticabili.

 

Roma, 17 luglio ’07
 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Fortuna Della Porta
Fortuna Della Porta nasce in provincia di Salerno e lì ha vissuto per molti anni. Dopo la laurea in lettere per quasi un ventennio si è dedicata all’insegnamento, trasferendo nella professione l’amore per la classicità e la parola poetica. Ha pubblicato due volumetti di versi: Rosso di sera, ed. Il Calamaio e Diario di minima quiete, ed. LietoColle. Un poemetto di circa 1000 versi, Canto Primo, è apparso sul periodico letterario Poiesis. Recensioni, articoli, racconti e il dramma Scacco al re sono stati pubblicati in siti specifici della rete, mentre alcune raccolte inedite, e Rosso di sera, si sono segnalate tra i vincitori o i finalisti in alcuni premi (J. Prévert, E. Morante, G.Lorca.)
Collabora a numerose riviste sia cartacee che on line. Vive ormai stabilmente a Roma.
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 129 millisecondi