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2007
19
Giu

Versi tra le sbarre

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Edizioni Il Foglio - http://www.ilfoglioletterario.it/ - ilfoglio@infol.it

 

Conosciamo tutti l’impegno di Gordiano Lupi in difesa di quella libertà di opinione che il fondamento di ogni società civile, libertà che è invece è perseguitata a Cuba dal regime di Fidel Castro. Questa presa di posizione dell’autore ed editore toscano non è tanto politica come una certa sinistra, sbagliando, si sforza di sostenere, ma è etica, nella stringente logica che viene ignorata in certi paesi e secondo la quale al primo posto deve esserci la dignità dell’uomo in quanto tale.

In questo contesto c’è un impegno costante di Gordiano Lupi a diffondere le voci che non possono arrivare a noi e ciò viene attuato anche con delle pubblicazioni, come quest’antologia poetica, curata dall’esule e scrittore cubano William Navarrete.

Si intitola “Versi fra le sbarre” e in effetti sono voci che provengono dalle prigioni della repubblica caraibica, sfoghi, umanissimi e di valore letterario, di autori che hanno patito o addirittura stanno scontando la reclusione solo per rivendicare di essere uomini liberi.

Quello che più sorprende leggendo queste liriche è l’assenza di odio, sono una protesta civile e dignitosa, uno sfogo temperato da quella malinconia poetica che ha il pregio di arrivare direttamente al cuore, in un rapporto quasi diretto fra autore e lettore.

E così si partecipa alla loro sofferenza, si avverte palpabile quel desiderio di libertà che non è quello di poter varcare il cancello del carcere e tornare alla famiglia, ma è quello ben più alto di pretendere che all’uomo non siano imposte barriere e sbarre alle sue idee.

 

Ragazza che cammini sul ponte,

e tieni in mano margherite,

fammi essere il ponte dove vivi,

o l’acqua tremolante del tuo ponte.

 (da “Lei e il ponte” di Mario Enrique Mayo Hernandez)

 

oppure

 

 

La notte è una macchia quasi eterna.

 

Io distribuisco tutta

La solitudine del mondo.

( da “Rimedio” di Raul Rivero Castaneda)

 

O ancora

 

Quando torni, papà?

chiede il bambino a suo padre

che dall’altro capo del filo

non sa cosa rispondere.

(da “Quando torni, papà? di  Omar Moises Ruiz Hernandez)

 

 

Sono sentimenti, emozioni proprie di ogni essere umano e non albergano di certo nel cuore di delinquenti incalliti quali vogliono essere fatti passare dal regime.

Credetemi, a leggere i versi di questa raccolta ci si commuove, viene istintivo allungare la mano per incontrare quella di questi poeti della libertà.

 

 

I loro nomi

 

Ricardo Gonzales Alfonso, Regis Iglesias Ramirez, Mario Enrique Mayo Hernandez, Jorge Olivera Castello, Raul Rivero Castaneda, Omar Moises Ruiz Hernandez, Manuel Vazquez Portal.
 
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:: Renzo Montagnoli
Renzo Montagnoli nasce a Mantova lÔÇÖ8 maggio 1947. Laureato in economia e commercio, dopo aver lavorato per lungo tempo presso unÔÇÖazienda di credito ora ├Ę in pensione e vive con la moglie Svetlana a Virgilio (MN). Suoi racconti e poesie sono pubblicati sulle riviste letterarie Isola Nera, Prospektiva, Writers Magazine Italia e Carmina. EÔÇÖ il dominus del sito culturale Arteinsieme (www.arteinsieme.net). Blog:  http://armoniadelleparole.splinder.com  
WEB: www.arteinsieme.net
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