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2007
27
Mag

Volevo solo vendere la pizza

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L’autore, giornalista professionista, compie, alla soglia dei cinquant’anni, una scelta coraggiosa. Incoraggiato dall’amico Andrea, giornalista economico, decide di dare  vita ad una società, “l’Interfood” e di aprire una pizzeria da asporto denominata “Tango”. Le cose sembrano semplici, ma il nostro “eroe” è costato, prima di aprire l’attività, a seguire una infinita serie di corsi sull’igiene, sulla sicurezza, sulle norme sanitarie, corsi, naturalmente a pagamento, che vengono tenuti dal professore Morrone che si presenta agli aspiranti imprenditori a bordo di una fiammante Mercedes. Dopo avere superato tutti i corsi, Furini apre finalmente “Tango”. E’ un giornalista di sinistra, un passato da maoista, condanna lo sfruttamento degli operai, decide di mettere in regola tutte le persone che lavorano con lui. La sua serietà e correttezza si scontreranno con il “ contesto ” esterno: Maria Esposito, la pizzaiuola  che resterà incinta, presenterà un certificato medico mentre si metterà in proprio e lo citerà in giudizio per ingiusto licenziamento, il signor Giovanni gli chiederà, dopo 35 giorni lavorativi, 700 euro di straordinari, l’egiziano Mustafà abbandonerà, senza giustificato motivo, il proprio posto di lavoro e lo citerà ,anch’esso, in giudizio. “Tango”realizzerà sì dei guadagni, ma i costi, le vertenze con i dipendenti, le prolungate assenze degli stesse, il silenzio-assenso del sindacato in favore di quest’ultimi, le estenuanti vertenze di lavoro sfiancheranno Furini che, due anni dopo l’apertura, cesserà l’attività vendendola. E’ un libro, come scrive giustamente nella prefazione Marco Travaglio, che ci offre “un ritratto del nostro Welfare  straccione e folgorante e impietoso, politicamente scorrettissimo proprio perché molto più autentico e realistico di qualunque trattato economico”. Il libro, narrato in prima persona, è un impietoso atto di accusa contro la classe politica e le forze sindacali che non aiutano le piccole imprese,  asse portante del nostro sistema economico. Un volume che mette benissimo in evidenza il ruolo del sindacato, relegato a puro assistenzialismo, ad una classe politica che ha perso i propri ideali, ad un ” sistema “ che danneggia il cittadino che si mette in regola, debole con i forti e forte con i deboli. Un libro che tratteggia benissimo, soprattutto perché si tratta di una vera esperienza narrata in presa diretta, l’eccessiva burocrazia che tartassa i piccoli imprenditori, costretti a comprare costantemente marche da bollo (il tabaccaio si compra la villa con piscina) che critica il ruolo delle Asl, che contesta tutto e tutti senza essere un saggio qualunquista. Divertente, ironico, a tratti esilarante, basti pensare allo sgombero della casa di Furini a Treviso o al personaggio  Falckino che mangia costantemente Mon Cherì, o alle istruzioni del professore Morrione che spiega agli alunni- imprenditori come si chiama il 118, per citare alcune scene, il libro è molto amaro e pessimista perché rappresenta la sconfitta di un piccolo imprenditore che, piuttosto che continuare a giocare in borsa, aveva solo un semplice desiderio che dà il titolo al libro: Volevo solo vendere la pizza.

 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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