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2007
6
Mag

Boccamurata

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Tito è il patriarca di una ricca famiglia siciliana proprietaria di un pastificio. Tre figli, cinque nipoti, il prediletto è Titino che porta il suo nome, una passione per le auto d’epoca e gli orologi ( forse perché vuole che il tempo si fermi) si rifugia sovente nella stanza di “Nuddu” a meditare, lavorare. Una vita familiare serena, un rapporto ormai sopito con la moglie Mariola,l’uomo festeggia, circondato da figli e nipoti, il suo compleanno. Una  immagine idilliaca che viene ad essere ,piano piano, demolita. Titino deve ricostruire a scuola l’albero genealogico della famiglia per una ricerca scolastica e vuole sapere chi era sua nonna. Già chi è la madre che Tito non ha mai conosciuto? Una nobildonna come gli ha riferito prima di morire il pare Gaspare, o una femmina di facili costumi con la quale non si è potuta sposare? Che ruolo ha, all’interno del contesto familiare la zia Rachele che ha vissuto perennemente con Tito e all’ombra dello stesso conducendo una vita appartata?  A complicare il quadro familiare, le ostilità fra le sorelle Teresa ed Elisa, l’arrivo in Sicilia di un personaggio estroso: Dante Attanasio, figlio di un’amica della zia  Rachele accompagnato dalla spregiudica e bellissima Irina. Il quadro, tratteggiato nella prima parte, si rompe, si frantuma in mille pezzi . Le ostilità fra le sorelle aumentano, il figlio Santi reclama la proprietà del pastificio, Tito si dedica ad una intensa attività sessuale con la badante della zia, la sensuale Dana. La famiglia si ricomporrà o sarà destinata a rompersi definitivamente? Ancora una volta la Agnello Hornby dà vita ad un romanzo incentrato sulla famiglia siciliana, sui conflitti aspri che vi serpeggiano, sui rancori mai sopiti, su un passato spesso non conosciuto che condiziona le nostre scelte. Dopo “La Mennulara”, ambientato nel 1963 e “La Zia Marchesa” nella seconda metà dell’Ottocento,  la scrittrice palermitana, residente a Londra, conclude, con questo romanzo, la propria “triologia” siciliana. Ci offe un romanzo molto bello perché riesce ad orchestrare la narrazione, a sceneggiare le trovate e i dialoghi, ad alternare abilmente le scene. Il risultato è quello di una grande piacevolezza nel leggere questo libro che, oltre alla storia narrata, ha il pregio di offrire al lettore svariati spunti di riflessione, è ambientato nella  Sicilia di oggi, cambiata certamente rispetto al passato, più moderna e dinamica, anche se la famiglia resta sempre, per la scrittrice, un microcosmo dominato da passioni e rancori e misteri. L’ autrice, sia con questo che con i precedenti due volumi, si inserisce, a pieno titolo, nella tradizione del romanzo ottocentesco facendo tesoro degli insegnamenti e della narrativa dei grandi scrittori siciliani come Verga, Pirandello.

 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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