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2007
29
Apr

Marguerite Che Brucia

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MORIRE È D’AMORE

 

Cifra stilistica e di vita, l’Amore qui NON salva.

Romanzo d’esordio, questa Marguerite, della scrittrice americana Innes-Brown, emoziona perché coinvolge, nella sapiente intersecazione di registri stilistici narrativi ed in terza persona, che arricchiscono l’ordito narrativo della complementarità di punti di vista, l’uno intimo, l’altro corale.

La prima persona viene usata solo dalla protagonista assoluta: Marguerite-che-brucia; per rendere edotto il rapito lettore (rapito da LEI, non dalla scrittura!) di quale pazzesca fiaccola d’amore sia stata tutta la sua vita, fino a consentaneo rito funebre posto in essere dalle Terze Persone, quasi stasimi di cori di sofoclea memoria, che in qualche maniera l’hanno amata e/o ci hanno avuto a che fare nel lampo di una breve confessione.

Attraverso il flash back a rovescio (dalle memorie recenti giù fino a tranches de vie fino all’infanzia), intervallato dai complementari vissuti dei coprotagonisti (segnatamente James Jack, il figlio adottivo della Nostra), Marguerite ci fa affondare nella sua visceralità di donna che scopre l’individualità, quella che Durkehim definirebbe anomica, e che la Tragedia delle tragedie costringe a seguire oltre la sua volontà.

 

Violenza alle donne, ancora; specie se ritrovatesi “amiche” (come le definisce la bandella di seconda di copertina, con un pudore fuori dal tempo. E spero l’abbian fatto apposta, altrimenti, li biasimo con tutta me stessa!), senza diritti e senza riconoscimento giuridico. Ma eravamo nella Luisiana alla vigilia del secondo conflitto mondiale, in quel momento narrativo del romanzo – qualcuno potrebbe obiettare.

Ebbene? risponderebbe la presente recensora. E raccomanderebbe caldamente la visione di “Pomodori verdi fritti”, e poi ne riparliamo.

Donne che si ribellano come possono a quella violenza, specie se familiare e coniugale; ancora!

Donne costrette a comprare un’adozione; ancora!

Eh già, perché questa saga di memorie biografiche, e contestualizzazione romanzata in terza persona, è a lifetime, che va dal 1903 fino a novantaquattr’anni dopo, dunque ai giorni nostri.

Donne che a loro volta diventano aguzzine o rivali di donne, in una “guerra tra povere” di potere ed autodeterminazione che ancora e ancora è d’attualità. E la carnalità del rapporto di filiazione viene, in tempi diversi, o brutalmente negata proprio da madri, o troppo brutalmente vissuta e comprata.

Legge del contrappasso; circolo di grecità; (e)mozioni che ti sbrindellano l’anima.

 

Da leggere senz’altro: tanto lo trovate in svendita negli scaffali degli Ipercoop, se vi affrettate…

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE.

Elisabeth Innes-Brown, c’informano le noterelle in bandella di terza, è una tranquilla signora very american from the West Coast (quella di Kurt Cobain e dei Nirvana, avete presente?), che quattro anni orsono era al suo esordio come romanziera, dopo aver scritto due raccolte di racconti che hanno destato l’attenzione della critica.

L’esasperata ed esasperante esterofilia, segnatamente anglofila, delle nostrane maisons d’édition, stavolta ci riesce a regalare qualcosa di valido. Ma chissà quante Innes-Brown viaggiano in incognito per case editrici, anche piccole, nostrane, dove magari incocciano uno zombi: il resuscitato Petronio. Quello che, a’ suoi licenziosi tempi, si faceva chiamare Arbiter Elegantiarum. Do you remember?

 

Elisabeth Innes-Brown “Marguerite che brucia”, Adriano Salani Editore, Milano, 2003.

 

Titolo originale: Burning Marguerite, 2002, copywright dell’autrice.

 

Traduzione dell’edizione italiana: Maria Concetta Scotto di Santillo.

 
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:: Elisabetta Blasi
Elisabetta Blasi è nata a Grottaglie (Taranto) nel 1968. Laureata in Scienze Politiche – indirizzo storico- politico – ha curato vari studi sull’applicazione della pari opportunità fra uomini e donne nel campo del disagio sociale (in Francia), nell’istruzione scolastica, universitaria e nella formazione professionale (in Italia). Ha collaborato colla rivista web www.lankelot.com come critica letteraria ed opinionista. Attualmente collabora con Giulio Perrone Editore.
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