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2007
21
Apr

Una fiaba per ogni perché

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L’autrice nella prefazione presenta il suo lavoro come nato dall’esigenza di spiegare alla sua piccola figlia, Nina, il fatto  che la mamma sarebbe dovuta essere assente per tre settimane, dovendosi recare in America per portare a termine un lavoro importante.

La scelta fatta dalla Maùti è proprio quella di usare l’importantissima quanto antichissima arte del raccontare le fiabe, per spiegare ai bambini come affrontare i piccoli o grandi problemi che devono attraversare nella loro vita quotidiana.

Il libro si presenta perciò come uno strumento concreto da leggere insieme ai propri figli, guardando insieme le illustrazioni simpatiche e colorate che accompagnano ogni fiaba.

Gli argomenti affrontati sono i più svariati, ma tutti altamente rappresentativi di quello che il bimbo sente e vive: dalla rabbia alla paura del buio, dall’esperienza della separazione dei genitori a quella della nascita di un fratellino più piccolo, dal dovere mangiare qualcosa che non piace all’affrontare le ansie per l’inizio dell’asilo.

Il libro è pensato per bimbi di due-tre anni e lo scopo è quello di aiutare il bambino  ad affrontare le proprie emozioni (anche quelle più spiacevoli) “passandoci attraverso”, per usare un’espressione che usa l’autrice sempre nella prefazione, cioè dando speranza e tenendolo per mano nelle difficoltà che incontra. La fiaba diventa allora un modo molto semplice, ma altrettanto profondo, per vivere prima nella fantasia quello che poi si è chiamati a sperimentare nella realtà, sentendo così vicino la comprensione e la mano forte del genitore che non lascia mai soli e aiuta ad ascoltare e a interpretare tutte quelle situazioni che caratterizzano la vita dei propri bambini.

Per questo motivo, a mio parere, il libro della Maùti è uno di quei piccoli capolavori, che uniscono alcuni principi fondamentali dell’educazione (come il rapporto tra genitori e figli, l’arte di narrare le storie, il desiderio di spiegare ai bambini temi che a volte fanno soffrire con serenità e trasmettendo sempre quella speranza che è il gusto più bello della vita) con il desiderio di produrre strumenti utili e utilizzabili nella vita quotidiana con i nostri figli.

Abbiamo provato a sfogliarlo insieme alla mia piccola nipote Sara, di due anni e mezzo, e le favole raccontate, con le belle illustrazioni di Federica Bordoni ci hanno subito affascinato.

Sicuramente si tratta di un acquisto consigliabile.
E’ molto interessante, infine, la disponibilità dell’autrice a lasciare il proprio indirizzo e-mail per stimolare il confronto e il dialogo fra autrice e lettori.

 
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:: Luca Giorgini
Luca Giorgini, 33 anni, ha il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Attualmente sta conseguendo la Laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”. Lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.
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