2007
22
Feb

Emersioni lacustri

Commenti () - Page hits: 900

Debutto in forma di poesia per il comasco Davide Fent. Il trentanovenne Fent, fra le altre cose, con lo scrittore Paolo Roversi collabora alla rivista letteraria telematica “milanonera”. Emersioni lacustri è il titolo di questa sua prima raccolta di poesie, incasellate nelle fotografie deliziose e appaganti di Bianca Garzia. “In quel piccolo mondo antico che è il Lago di Como, in quell’universo quasi chiuso agli estranei dalle barriere naturali di montagne che sembrano voler chiudere ogni paesaggio, non è facile sentire la poesia della vita. C’è chi tenta e sprofonda. C’è chi scrive ed emerge. Quest’ultimo è il caso di Davide Fent”, dice in una bellissimo e breve articolo apparto su Repubblica Gian Paolo Serino. E Serino ha ragione che può permettersi di sbandierare, Serino è supportato dalla verità che i versi di Fent “ci riportano a quei semplici valori della vita che noi tutti, prigionieri del quotidiano, sembriamo aver dimenticato. Con la semplicità del poeta Fent racconta la bellezza dell’ingenuità e la faticosa coerenza di volere essere uomini adulti in un mondo adulterato”. Importante non dare nulla per scontato. Che nella semplice quotidianità, quella esplorata e sentita da tante autrici, autori, poetesse e poeti non è solamente quello che si legge in superficie. Ma, appunto, quello che è emerso. L’autore di Como parla ai luoghi e agli spiragli di tempo che sorseggia giorno per giorno. Ovviamente non solo. Facile fare un parallelismo con altri poeti fortemente radicati all’idea grande e magnifica del Luogo. Non siamo davanti alle liriche più perfette e misteriose che possano essere state composte; anzi, sentiamo limiti e dubbi, ma il filo che lega e il pensiero che suda dentro le paginette è quello che per il momento conta. La maturazione, quella ancora dell’intimo e del dire poetico, solo quella, presenterà altro a venire. Fra le cose bellissime, l’introduzione dello scrittore Luca Di Fulvio, che in realtà fa le veci di una nota emozionata e sincera, più che quelle di classica e “scontata” prefazione. Un’altra lettrice del volume, la giornalista Vera Fisogni è riuscita nell’intento di calcare le dita sopra alla caratteristica più importante che custodisce per poi manifestare Davide Fent. Infatti, una dose di “antico” risiede nelle immagini e nel creare stesso di Fent. In questo caso, sarebbe più utile manifestare il peso di altri paragoni. Allora ecco penne del Meridione a mettersi davanti agli occhi. Oltre che poeti di un nord lontano dal mare e allo stesso tempo vicinissimo alle acque. Il testo è opportunamente diviso in sezioni. La parte meglio riuscita è titolata “di cose e di visi”; nonostante anch’essa presenti alcune debolezze. Senza dubbio una chiusa che comincia da lontano con “che solo il cinema ti / può dare, ed / eternamente siamo grati” non è proprio esaltante. Mentre versi inventati per la gioia de “La macchina da scrivere” vanno sicuramente molto meglio, per esempio. Hanno in loro l’effetto strano, ancora, di emozionare. Inoltre, questo poeta ha il coraggio estremo e solido di disegnare gabbiani.

 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 98 millisecondi