2007
12
Gen

Come Quando Fuori Piove

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Riuscire a coniugare storie personali con quelle collettive non è certamente un’operazione letteraria facile. Ci è riuscita, ottenendo un brillante risultato, la scrittrice genovese, autrice di libri che hanno riscosso successo di pubblico e di critica: basti pensare a “Sogni mancini”, “Effetti personali,” L’ultimo viaggio della Canaria”per citarne solo alcuni . Questo libro è diverso dai precedenti perché è un libro politico, sul fallimento di chi auspicava un’Italia diversa, migliore. Al centro dell’impianto narrativo Silvia, l’io narrante della storia, fresca di laurea in Scienze Politiche con una tesi su Mario Segni e il suo progetto di rigenerare l’Italia. Ritorna a Lucca, sua città natale, nella villa delle “Cento Stanze” eredità del nonno Quirino che l’ha vinto giocando a poker contro un notaio, realizzando una scala C. Q. P., una scala di cuori, quadri, picche, e come quando fuori piove i componenti della famiglia di Silvia rimangono diffidenti l’uno dell’altro, tormentandosi a vicenda, incapaci di andare via, restando prigionieri di se stessi e della villa “in un unico blocco senza scampo”. Silvia cerca di capire il perché degli asti dei propri familiari: interroga, munita di registratore, il padre Gabriele, la madre Sandra, la zia Giulia, ragioniera mancata, lo zio Renato, donnaiolo-commerciante, la compagna Mariangela, i cugini. Ne viene fuori un ritratto negativo, di una famiglia che ha vissuto con la paura del capostipite Quirino, di persone che piuttosto di decidere di andare via e di costruirsi un futuro, hanno avuto paura a guardare avanti, a rischiare adagiandosi su quello già costruito. I personaggi delineati sono tutti dei perdenti, dei vigliacchi e la scrittrice è molto abile nel saperli caratterizzare. Una serie di conflitti interni ed esterni caratterizzano la squallida esistenza dei componenti della famiglia. L’ unica persona che esce fuori , con prepotenza, dallo squallore dei personaggi è la narratrice Silvia che, al contrario degli altri parenti, è andata via dalla città e dalla “prigione” della villa per studiare fuori, lavorando in un locale notturno e riuscendo a laurearsi. Protagonista che viene vista dall’autrice come prototipo delle giovani generazioni che possono , e debbono, auspica la Duranti, mutare il corso degli eventi. L’ analogia con la storia di Mario Segni, per la narratrice , alter ego della scrittrice, è evidente perché “tutti quanti hanno perduto il senso dell’interesse comune e hanno tirato fuori la propria convenienza”. La rivoluzione mancata, il progetto fallito di Segni si rispecchiano pienamente, e viceversa, nel declino della famiglia della protagonista che ha preferito adottare convenienze personali pagando lo scotto di continue beghe, dolorosi silenzi e biechi rancori, piuttosto che guardare ad un progetto complessivo di crescita individuale e familiare. Non tutto è perduto, sia a livello familiare che collettivo. La protagonista sostiene, alla fine del libro, che “dobbiamo mettere in moto la macchina, tutti insieme”. Il problema è quando e come, risposte che certamente non può offrire la scrittrice. “Come quando fuori piove” è un bel libro, originale per la trama narrativa sapientemente orchestrata .La scrittrice sceneggia abilmente le scene, dà vita a dei dialoghi interessanti e induce, cosa molto importante, il lettore a riflettere soprattutto sulle miserie umane , sia personali che collettive, che ostacolano i processi di cambiamento.

 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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