2007
1
Gen

Velocemente da nessuna parte

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Dopo il successo ottenuto con “Quo vadis baby?”, libro dal quale il regista Gabriele Salvatores ha tratto l’omonimo film, la scrittrice bolognese ci ripropone il personaggio dell’investigatrice privata  Giorgia Cantini. Questa volta è alle prese con l’omicidio di Vanessa Liverani, in arte Van, una prostituta d’alto bordo che viene rinvenuta, uccisa con un colpo di pistola sparato da una Steyr 12, all’interno della “Grotta delle Fate”, a pochi meri da casa. Giorgia, in una afosa  Bologna,  inizia, con la consueta precisione e maniacalità, la sua indagine che la porterà ad incontrare la famiglia della ragazza deceduta, il figlio di dieci anni  William, il nonno Rolando, la madre Lena. Una famiglia che custodisce un segreto, uno scheletro nell’armadio che Giorgia scoprirà grazie anche all’aiuto di Johnny Riva, un ex attore porno, suo  vicino di casa. L’indagine si presenta complessa anche perché l’amica di Van che si è rivolta a Giorgia, Dora Arienti, è molto vaga nel descrivere la sua vita e quella dell’amica morta. Giorgia si imbatterà in facoltosi ambienti di ricchi professionisti, priva d’anima, che praticavano, specie con Van, sesso estremo a pagamento. “Anima” che l’investigatrice riconosce alla donna che amava leggere libri di poesie forse per riscattarsi dalla vergogna di praticare il mestiere più antico del mondo. Chi ha ucciso Van? Giorgia interloquisce con la famiglia della vittima, con i ricchi della Bologna-“bene”, con l’amico  Luca Bruni, dirigente della questura della città, ma trova un muro di omertà, di indifferenza di fronte all’ omicidio della donna (forse perché prostituta?) Giorgia, tra mille difficoltà, riuscirà a capire chi e perché  ha ucciso la donna. Il titolo del libro deriva dalla canzone “Nowhere Fast” e il libro è infarcito di dotte citazioni musicali a riprova delle indiscussa preparazione musicale della scrittrice che è anche  musicista. Al di là del plot narrativo, solido e robusto e dei personaggi caratterizzati felicemente, la vera protagonista del libro è Giorgia (alter ego-della scrittrice). Quarantenne, una laurea in legge volutamente rifiutata, camel perennemente in bocca, gin-lemon a volontà, la Cantini si aggira per le vie di Bologna a bordo di una piccola e vecchia automobile per cercare di porre un rimedio alla sua solitudine e anche se si imbatte, in questo libro, nel giovane  Nicola, del quale si innamorerà, alla fine deciderà  di restare da sola a combattere i fantasmi che la tormentano, come il suicidio della sorella Ada.

 
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:: Giuseppe Petralia
Giuseppe Petralia è giornalista pubblicistica dal 1984. Recensisce il primo libro ''Intervista sul socialismo italiano a Pietro Nenni'' a 18 anni, intervista apparsa sul periodico “Proposta Socialista”. Inizia a scrivere sulle pagine di ''Trapani Nuova'' e diventa, sempre nel 1981 corrispondente da Partanna (Trapani) de ''Il Giornale di Sicilia''. Collabora da dieci anni al periodico ''Il Belìce'', con recensioni di libri e articoli di cronaca e di politica. Ha collaborato con il periodico ''La Notizia-In'' e per quanto riguarda il web con il sito dello scrittore Antonio Messina, con www.belice.it e con libri.brik.it. Ha collaborato con recensioni ed interviste con la scrittrice Francesca Mazzucato e con ''I libri della settimana'' di Giancarlo Macaluso sul sito www.gds.it. Ha intervistato, fra gli altri, Vanessa Ambrosecchio, Simona Vinci, Domenico Cacopardo, Marco Vichi, Luca Di Fulvio, Ivan Cotroneo, Gabriella Imperatori, Paola Mastrocola, Grazia Verasani, Pietro Spirito, Teresa Ciabatti, Simona Corso, Alessandra Montrucchio, Enrico Remmert, Alessandro Perissinotto.
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