2006
15
Nov

Le ali della sfinge

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La fretta è la caratteristica saliente dell’undicesimo romanzo con protagonista il commissario Salvo Montalbano. In effetti la trama si snoda con una velocità inusuale per Andrea Camilleri: è un fiume in piena che rischia di tracimare dagli argini quello che assilla il sempre simpatico poliziotto.

Alla necessità di concludere velocemente due indagini per avere un contatto chiarificatore con Livia, eterna amica-fidanzata, si aggiunge la presa di coscienza di dover dare una svolta alla propria vita. Quest’ultimo elemento, altra novità, si estrinseca in uno sdoppiamento del personaggio, con un Montalbano uno e un Montalbano due, quasi reali, al punto che dialogano su posizioni opposte tanto da bisticciare.

Da un lato c’è il frutto dell’esame del proprio stato, la convinzione di non aver saputo dare alla propria vita un’impronta familiare, uno scopo anche per la vecchiaia, con affetti stabili e sicuri, e dall’altro troviamo la pigrizia conservatrice che contesta questo atteggiamento, anzi fa di tutto per soffocarlo.

E’ un Montalbano ancor più umano quello di questo romanzo, un essere che si trova a scoprire le proprie debolezze e combattuto fra il porvi rimedio e il continuare il consueto modo di vivere.

In questo contesto la risoluzione dei due casi, che costituisce l’elemento  caratteristico della narrativa gialla, passa in secondo piano e preponderanti diventano l’ambientazione, la psicologia dei personaggi, quasi che l’autore abbia avuto come scopo quello di lanciare messaggi di ben altra levatura.

E in effetti non si trova traccia della tensione tipica legata a eventi delittuosi, ma assume caratteristiche predominanti la frenesia del personaggio, gli artifizi che mette in atto per raggiungere il suo scopo, con vere e proprie sceneggiate che strappano più di una risata.

L’impressione che ho ricavato è che Camilleri abbia intenzione di porre fine alle vicende di Montalbano e che stia preparando il terreno per il suo commiato, che mi auguro non comporti la sua scomparsa in modo eroico, ma semplicemente l’inizio di una nuova vita, magari da pensionato, insieme a Livia. 

 

L’autore

Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore. Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e un volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Il suo primo romanzo, Il corso delle cose, del 1978, è stato trasmesso in tre puntate dalla TV col titolo La mano sugli occhi. Con questa casa editrice ha pubblicato: La strage dimenticata (1984), La stagione della caccia (1992), La bolla di componenda (1993), Il birraio di Preston (1995), Un filo di fumo (1997), Il gioco della mosca (1997), La concessione del telefono (1998), Il corso delle cose (1998), Il re di Girgenti (2001), La presa di Macallè (2003), Privo di titolo (2005); e inoltre gli altri romanzi con protagonista il commissario Salvo Montalbano: La forma dell'acqua (1994), Il cane di terracotta (1996), Il ladro di merendine (1996), La voce del violino (1997), La gita a Tindari (2000), L'odore della notte (2001), Il giro di boa (2003), La pazienza del ragno (2004), La luna di carta (2005), La vampa d'agosto (2006).
 
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:: Renzo Montagnoli
Renzo Montagnoli nasce a Mantova l’8 maggio 1947. Laureato in economia e commercio, dopo aver lavorato per lungo tempo presso un’azienda di credito ora è in pensione e vive con la moglie Svetlana a Virgilio (MN). Suoi racconti e poesie sono pubblicati sulle riviste letterarie Isola Nera, Prospektiva, Writers Magazine Italia e Carmina. E’ il dominus del sito culturale Arteinsieme (www.arteinsieme.net). Blog:  http://armoniadelleparole.splinder.com  
WEB: www.arteinsieme.net
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