2006
1
Nov

Guardami sto ballando per te

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(Erika Rigamonti - Azimut - www.azimutlibri.com)

“Il corpo, residuo ultimo della vitalità e del possesso: il corpo lo abbiamo tutti ed è forse l’unico potere che ci è rimasto”, scrive Simona Vinci presentando questo libro di esordio della parmigiana Erika Rigamonti. Forse è vero. Possiamo dire che la scrittura al femminile contemporanea parte spesso da questa considerazione per gettarsi con piglio deciso nella descrizione minuziosa di rapporti sessuali, fallimenti amorosi e incontri causali in discoteche tra alcol e droga. Un tipo di narrativa pulp che prima sembrava di esclusivo appannaggio degli scrittori uomini (Tiziano Scarpa ne è un cantore con il pessimo Kamikaze d’occidente), adesso ha contagiato anche le donne. La scrittura femminile però si salva dal pericolo di raccontare sempre le solite cose (avventure erotiche, uomini immaturi, amori che non sono tali) facendo ricorso a una buona dose di ironia. In altri casi è la letteratura che la valorizza, perché con il pulp - a ben guardare - si va poco lontano, mentre la ricerca stilistica sulla parola paga sempre. Nel romanzo di Erika Rigamonti troviamo una storia ben raccontata che vede protagonista Anna, una giovane ragazza che vive nei paraggi di Firenze, immersa nel sesso, tra locali notturni e cocaina. Decisivo l’incontro con un uomo bellissimo, dai capelli neri e gli occhi verdi, ma non sarà un incontro facile e presto Anna se ne dovrà rendere conto. Il romanzo è la storia dell’ossessione di Anna che si trova a rincorrere l’arroganza e la presunzione di un uomo che la vuole ma la disprezza. La storia è ben scritta, i dialoghi sono strutturati in modo piano e scorrevole, la solitudine di Anna è la matrice del racconto e la sua discesa negli inferi del dolore rappresenta il leitmotiv di una storia senza speranza. Il libro descrive bene la generazione dei trentenni (della quale purtroppo non faccio parte) e forse per loro sarà una lettura interessante e piena di utili indicazioni. A mio parere Guardami sto ballando per te fallisce in pieno sotto l’aspetto della letteratura (ma non credo ne avesse l’ambizione) e non presenta sufficiente ironia. Il romanzo resta una buona storia che si fa leggere. Tutto qui. Alla fine si resta delusi perché le pagine scorrono via leggere e dentro ci è rimasto poco. Nell’epoca d’oro delle superficiali fiction televisive dalla narrativa ci attenderemo altro…

 
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:: Gordiano Lupi

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con La Stampa di Torino. Traduce gli scrittori cubani Alejandro Torreguitart Ruiz e Yoani Sánchez. Ha pubblicato molti libri monografici sul cinema di genere italiano per la casa editrice romana Profondo Rosso. Collabora con www.tellusfolio.it curando rubriche su Cuba, cinema italiano e narrativa italiana. Tra i suoi lavori più recenti: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Sangue Habanero (Eumeswil, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010), Fidel Castro – biografia non autorizzata (A.Car, 2010), Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica, 2010). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Pagine web: www.infol.it/lupi


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