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2006
21
Ott

Nelson&Willer in La porta socchiusa

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(Lei&Vandelli - Larcher Editore)

 

Lo ammetto. Sono "colluso" anche questa volta. Conosco personalmente Fabio Larcher e sto curando per lui un'antologia che uscirà a metà del mese prossimo. E conoscevo già (ancora prima di Nelson&Willer) Maurizio Lei e Nadia Vandelli perché ho pubblicato loro un bell'e-book - anche se con tematiche e stile diversi.
Quindi vedete voi se crederci o meno, quando vi dico che questo libro per ragazzi non sfigurerebbe affatto di fianco a Peggy Sue o a Molly Moon o, ancora meglio, a Charlie Bone. Con l'indubbio vantaggio (almeno per me) di una ambientazione tutta italiana nonostante i due nomi anglofoni nel titolo.
La storia ricalca, nella sua semplicità, cose già viste. Una coppia di amici, non esattamente nel "giro in" della loro classe, iniziano a frequentare un nuovo compagno (anzi, compagna) che ha un problema piuttosto "grosso". E da questo incontro nasce una avventura da brividi, in cui i protagonisti si dimostreranno (ovviamente) più eroici di quello che all'inizio ci si potreva aspettare.
Su questo "archetipo", che è poi la base per moltissime puntate di cartoni animati o di telefilm per ragazzi, i due autori riescono a ricamare una storia assolutamente non banale, toccando, con fare lieve ma per nulla abbozzato, tematiche sociali e familiari complesse.
E così, mentre la tensione inizia a salire quando si scopre che il "grosso" problema è che la sorella di Carlotta (la compagna nuova di N&W) è di recente posseduta dal fantasma Lavinia (e qui non si parla proprio di Casper ma di un fantasma infuriato che non ha troppe remore a fare del male al corpo di cui si impadronisce), si scopre che i due protagonisti, nonostante la loro verve, sono intrappolati in una realtà familiare/sociale/personale tutt'altro che piacevole. Con Nelson, malato ai reni da quando aveva tre anni, che vive solo con la madre, e Willer, che vive solo con il padre, ma in un container di fianco ad un campo nomadi.
Il rapporto con gli adulti (con i genitori dei tre o con Maria - medium e bidella - o con i vari rom) è un altro dei punti di forza del testo, perché è complesso e vivace - in qualche modo "paesano", e arricchisce il piano delle vicende dei ragazzi con situazioni divertenti, "romanzate" ma riconoscibili.
Altro aspetto molto interessante è la "cosmogonia" in cui tutto si muove - in cui il misticismo cristiano si fonde con presenze tratte dalla mitologia classica o di altre religioni o culti, e in cui, ad esempio, vediamo Clara, una bimba morta, che si presta a fare lo spirito guida di Nelson, che incontra un Hafaza - un "angelo" nella mitologia mussulmana - oppure possiamo leggere di Lavinia che chiede aiuto, per i suoi intenti, alle tre Parche (che qui sembrano un po' quelle di Eriadan). O ancora sentiamo parlare di "maledizioni" che si possono effettuare sugli altri per tenerli legati a sè.
L'unico limite di questo libro (che io ho trovato un pregio - ma che so essere invece un limite per altri) è lo stile narrativo scelto dalla coppia di scrittori, che ricorda MOLTO da vicino una sceneggiatura. Leggere le vicende di Nelson&Willer vuol dire quasi immaginarsi di essere a teatro, o di stare ascoltando una rappresentazione televisiva. Un botta e risposta continuo da parte degli attori in scena (con dialoghi BELLISSIMI e pieni di una ironia perfetta e strappasorriso) inframezzata solo a tratti da brevi descrizioni.
Questo è l'unico freno, secondo me, per una fruizione più generale, perché come tutte le cose "particolari" è allo stesso tempo sia un valore per chi è curioso di "provare" una esperienza di lettura un po' diversa dal solito, sia un problema per chi invece sulla lettura preferisce scivolare solo su territori noti.
Ma la scelta non è stata un vezzo, ma piuttosto un "obbligo", perché i dialoghi riescono a dare un ritmo agli eventi difficilmente realizzabile, e sono in grado di sdrammatizzare abilmente una storia che altrimenti farebbe venire piccoli brividi anche al signor Robert Stine.
Che dire? io di sicuro lo regalerò a Natale ad un paio di amici. Voi, se vi capita, "provatelo" sfogliandolo prima dell'acquisto (su carta, o qui, in ebook PDF). Vi basteranno cinque righe per capire se diventerà uno di quei libri che non potrete fare a meno di consigliare (come è successo a me) o se invece preferite aspettare l'ultimo capitolo della saga di una certa Rowling.

 
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:: Marco Giorgini
Marco Giorgini: (Modena, 21 Agosto 1971) responsabile del settore R&D in una delle pi├╣ importanti software house italiane che si occupano di linguistica applicata. Dal 1994 coordina la rivista culturale KULT Underground (www.kultunderground.org) e dal 1996 la casa editrice virtuale KULT Virtual Press (www.kultvirtualpress.com); autore di racconti e sceneggiature, ha contribuito ad organizzare mostre e concorsi letterari, tra cui ''Il sogno di Holden'', 8KO- e In Xanadu. Da marzo 2005 realizza una striscia a fumetti bisettimanale sul mondo degli esordienti, chiamata Kurt (www.kurtcomics.com).
MAIL: marco@kultunderground.org
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