2006
20
Ott

I Seguaci del Male

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   Pietro Giovani, a soli quindici anni, con I Seguaci del Male, romanzo d’esordio, corredato dalla prefazione “Le atmosfere cupe del Male” di Fabrizio Fazzari, ci dà un’originale interpretazione dell’atavica lotta tra Bene e Male: Chiesa, cavalieri, crociati, esorcisti, cacciatori di mostri, ecc. da una parte, Satana, lupi mannari, spettri, vampiri e creature mostruose, disgustose e crudeli (bestevil, sterminatori, straziati, ecc.)  dall’altra. Inoltre, sacrifici di giovani, furiosi combattimenti, lotte sanguinose. Horror tradizionale e horror moderno.

   La composta struttura narrativa, un po’ incerta nelle prime pagine, sicura di sé nelle successive,  rinvigorita da una variegata fantasia, ben calata, inizialmente tra atmosfere gotiche, nella realtà medioevale, capta da subito l’interesse del lettore. La Confraternita dei Satanassi deve svolgere un’importantissima missione per il Supremo: trovare la stella e il medaglione di Lazzaro, che darebbero al Bene la possibilità di distruggere il Male. Il gruppo si muoverà verso le “Paludi di Vetro” e, nel “tempio del cobra”, dovrà trovare la “lingua di cobra”, per entrare nel dungeon dove c’è il medaglione di Lazzaro, e verso le piramidi di Cordad, per prendere possesso dello “scettro di Rakash” e per ricevere da qualcuno armi particolari. Animano questi momenti narrativi lo spirito d’avventura, il fascino del mistero, dell’imprevedibile e del mostruoso, il disprezzo del pericolo, sicchè la mente del lettore va immediatamente a certa produzione cinematografica, per es., a I predatori dell’Arca perduta di Steven Spielberg, a La mummia di Stephen Sommers, ecc.

   Nel secondo capitolo siamo lentamente trascinati in una specie d’Inferno dantesco, quasi ci trovassimo sul traghetto di Karun (Karonte). Siamo posti di fronte all’inquietante Cerbero, a Karun e, seduto sul grandissimo trono nero, al diavolo in persona: abbiamo la sensazione che l’autore voglia rassicurarci che tutto esista realmente.

   I muri mobili di una delle stanze della piramide in cui si trovano i nostri protagonisti ci ricordano quelle omicide della prigione di Toledo nel racconto “Il pozzo e il pendolo” del grande E. A. Poe, mentre 

Dead, lo spettro che diviene invisibile, capo dei Satanassi, il gruppo più fedele al Supremo, il più temuto e il più agile, ci fa venire in mente Plutone, il dio dell’Ade. La ragazza, membro degli Imperatori della Notte, vestita di stracci, che semina morte con la falce e che non a caso si chiama Death (morte), ci fa pensare all’omonimo cavaliere dell’Apocalisse di S. Giovanni.

   Quasi tutti i componenti della setta dei Satanassi sono turbati dalla mania di persecuzione, ma legati dalla fedeltà al Supremo e dal sentimento  d’amicizia,  pur non mancando i tradimenti; provano tenerezza e si affezionano ai bambini.
   La concezione dello scrittore che dal Male si possa generare il Bene poggia sulla presa di coscienza del Bene e del Male, una cognitio che precede una malinconia dell’animo, un ravvedimento, ma non riesce a fugare del tutto l’acuto pessimismo di Pietro Giovani: la sfortuna, come un mantello, si appesantisce su di noi per la “pioggia improvvisa  e “Non sempre arriva aiuto dal cielo/ma qualcuno giunge sempre/anche se inviato da Lucifero in persona”.

 
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:: Simonetta De Bartolo
Simonetta De Bartolo, recensore ed intervistatrice, è conduttrice de “Lo Scaffale”, rubrica di recensioni letterarie di www.patriziopacioni.it autentico web-magazine dedicato alla scrittura e a ogni altra forma di espressione artistica, alla solidarietà e all’’attualità. Nata a Cosenza, si è laureata in Lettere moderne, sottoindirizzo artistico, all’Università della Calabria, e ha condotto ricerche in campo etnologico. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari e, per alcuni anni, ha fatto parte delle redazioni de La Tela Nera e di Progetto Babele, dell’Associazione culturale “Il Foglio” e del comitato di lettura di «NetEditor», sito su cui ha pubblicato recensioni, racconti e poesie. Ha collaborato con “Il Foglio Magazine” e alla pubblicazione di un volume pensato dagli editori della rivista «Italian Culture», organo ufficiale dell’Aais (Associazione americana per gli studi di italianistica). Sulla rivista «Encuentro de la cultura cubana», ha pubblicato una recensione del volume di autori vari, curato da William Navarrete, Versi tra le sbarre, dato alle stampe nel 2006 dalle Edizioni Il Foglio di Piombino (Livorno). Collabora con le e-zine Progetto Babele, Segreti di Pulcinella, StradaNove e KULT Underground; con i siti Web La Tela Nera, che, nel 2004, le ha pubblicato alcune recensioni nell’e-book antologico “Sangue sui libri”, con Opera Narrativa, KULT Virtual Press. Fa parte dello Staff del portale culturale “L(‘)abile traccia”. In questi ultimi anni si è segnalata e distinta anche nel settore delle interviste letterarie Per La Tela Nera, dopo aver recensito alcune importanti loro opere, ha dialogato con gli scrittori Davil Buio, Andrea Moneti e il caporedattore e fondatore di Progetto Babele, Marco R. Capelli; Per Progetto Babele con Francesco Gitto, Vittorio Bongiorno, Fabio Marangoni, Patrizio Pacioni. Infine, per www.patriziopacioni.it, Sacha Naspini e lo stesso Patrizio Pacioni.
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