2006
8
Ott

Disorder - Unknown pleasures

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(Gianfranco Franchi - Edizioni Il Foglio)

Mi sento un po' in difficoltà a recensire un libro di Gianfranco Franchi. Perché non ho mai nascosto la mia assoluta ammirazione per lo splendido lavoro fatto con lankelot.com (ora confluito in lankelot.eu) - dove è riuscito a calamitare un numero elevato di autori validi e attivi - né l'altrettanto grande stima per Edizioni Del Catalogo (sua casa editrice, putroppo di breve vita, che ha pubblicato solo due volumi - ma di uno spessore impressionante). E perché la sua competenza musicale, la sua capacità di "raccontare" la musica che si percepisce nelle sue tante ottime recensioni, e la sua abilità in versi mi hanno sempre, apertamente, colpito.
Quindi, lo ammetto, avrei consigliato la lettura di Disorder - Unknown pleasures anche prima della lettura. A chiunque.
E ora, dopo averlo assaporato, e più volte, il suggerire la stessa identica cosa mi suona "strano". Ma inevitabile.
Non starò qui a raccontarvi della struttura di questa raccolta di racconti. Del suo narrare di contemporaneità, focalizzando pagine ora sulla passione, sul padre o sull'anarchia - intesa in senso ampio e sociale. Non vi darò una mia analisi sul gioco letterario dell'alter-ego Guido Orsini o proverò a suggerirvi di cogliere il percorso elevato e complesso degli intrecci tra padre, dio, sogno o (anti-anti-)ribellione. E non lo farò sia perché su questi (e su molti altri aspetti) hanno già scritto ottimamente altri (come Marina Monego o Francesca Mazzucato) sia perché alla fine, di questa sequenza ritmica di immagini e situazioni, quello che più mi ha colpito è stato l'intersezione netta con le dissonanze e i controtempi esplicitamente suggeriti dall'autore. Cioè, e si badi bene, non la musica e basta, ma QUELLA Musica.
Quella che è i Joy Division. I Cure. David Bowie. Jeff Buckley. E tanti, tanti, altri, non citati a caso.
Quella che SERVE per aprire i testi - come se Franchi avesse risparmiato parole. Come se avesse scritto racconti a cui mancano stralci all'interno. In cui mancano i suoni. Per cui serve, dicevo, l'atmosfera. Che è nelle sue frasi, nel suo narrare. Ma che è pure nella storia. Nel ricordo. Come se l'identità - che non è certo data solo dalla musica, ma come dicevo non voglio rielaborare in quella direzione, rimando ad altri, anche se l'identità non è certo una parola a caso - in realtà si evincesse da un entrare in un "gioco", per cui sono richiesti prerequisiti. Che paradossalmente, selezionano.
Così che, se sostenessi che potrebbero essere piccoli film - certi racconti in questa antologia, alcuni a colori, altri in bianco e nero, e se poi dicessi che, tra loro, il mio preferito, forse, potrebbe essere Nightswimming, in realtà, scegliendo, mi rivelerei.
Perché questo è quello che fa il cogliere la memoria. Questo è l'anima stessa della associazione musicale. E questo quindi è quanto è l'oro e la difficoltà in questa opera di Franchi. In cui l'associare sensazioni ad immagini, aprendo porte più universali, in modo che non sia il narrato (da solo) a dare la forza del testo, ma (più) l'implicito, il suggerito, permette al lettore un avvicinarsi anche tra contesti personali distanti, nonostante il forte elemento autobiografico che parrebbe in altre circostanze essere un ostacolo. Ma al contempo così esclude, impedisce, se viene a mancare al lettore un pregresso. Franchi allora lo lascia fuori. Senza curarsi di farlo.
Un meccanismo fuori dai canoni - almeno in parte. Che sa affascinare. E stupire. Anche per il suo delimitare.
Disorder - Unknown pleasures è Gianfranco Franchi. Al cento per cento. Senza una virgola in meno.

 
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:: Marco Giorgini
Marco Giorgini: (Modena, 21 Agosto 1971) responsabile del settore R&D in una delle più importanti software house italiane che si occupano di linguistica applicata. Dal 1994 coordina la rivista culturale KULT Underground (www.kultunderground.org) e dal 1996 la casa editrice virtuale KULT Virtual Press (www.kultvirtualpress.com); autore di racconti e sceneggiature, ha contribuito ad organizzare mostre e concorsi letterari, tra cui ''Il sogno di Holden'', 8KO- e In Xanadu. Da marzo 2005 realizza una striscia a fumetti bisettimanale sul mondo degli esordienti, chiamata Kurt (www.kurtcomics.com).
MAIL: marco@kultunderground.org
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