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2006
23
Set

Dea della caccia

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Monica scrive versi di assoluta (e disarmante) forza verbale e immaginifica (nel senso dell’evocazione dell’immagine, della sua capacità di definizione nella mente del lettore): il mito di Diana cessa la sua funzione mitologica appunto, in luogo di una funzione che, dalla narrazione, si apre all’istinto, alla parte meglio percettibile della poesia perché vissuta, perché epidermica, perché solo veicolata dalla parola, non animata, non plagiata. L’interiorità guida la parola, non il contrario: il gioco stilistico resiste in percentuale, troppa è la vita che esala dai versi, che cerca lì un pertugio…dai calici aperti si esala/ odore di fragole rosse. L’urna segreta di Monica è il luogo d’indagine: non principalmente in quanto pascoliana metafora di ventre, bensì in quanto metafora di luogo di generazione e rigenerazione, di fasci nervosi legati alla percezione nelle sue estensioni, nelle sue segretezze, nella femminilità. Un giudizio critico su Monica, difficilmente concede ‘diplomazia’. Non è poesia di forma, è versificazione di contenuto : mi verrebbe da dire ‘ben oltre il verso libero’. Diana è solo un sapiente escamotage…un meccanismo poetico dal forte sapore evocativo, invocato con consapevolezza e lucido abbandono. E’ una poesia per certi versi ossimorica, non nell’adozione della figura retorica, bensì nel rapporto fra contenuto e ricerca (letteraria, esistenziale e non solo, la lotta è sempre una forma di ricerca).

 
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:: Ilaria Dazzi
È nata a Montecchio Emilia (RE) nel 1980, ma risiede da sempre in provincia di Parma. Laureata in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo dedicata alle riscritture del mito di Antigone, è attualmente dottoranda in discipline teatrali e cinematografiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Collabora con alcuni siti internet dedicati a letteratura e teatro, con un’agenzia letteraria e con un mensile locale. Da sempre interessata all’universo della scrittura e all’editoria, si è recentemente qualificata al primo posto nel concorso Storie a Mezzogiorno (sezione narrativa). Autrice della post-fazione al libro di Fortuna Della Porta IO CONFESSO, sta attendendo l’uscita del suo primo racconto nell’antologia dal titolo Piccole Storie, edizioni La Chiave.
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