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2006
16
Giu

Un caldo pomeriggio d'estate

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(Maria Pia Ammirati  - Cadmo - www.cadmo.com – cadmo@cadmo.com)

Maria Pia Ammirati non è una scrittrice esordiente (il suo primo romanzo è stato selezionato al premio Strega) e la sua seconda opera narrativa dimostra soprattutto uno stile originale fatto di periodi brevi e di una prosa frammentaria, interrotta da dialoghi ben costruiti. La struttura di questo romanzo nero è scandita da tempi musicali e i tre protagonisti raccontano la loro storia in capitoli denominati Baritono, Soprano e Tenore. Il mistero si dipana nel quarto e ultimo capitolo - Madrigale a tre voci - che porta la storia a un’imprevista conclusione, seguendo le voci portanti del romanzo.

Ho già avuto modo di dire che non sono entusiasta della deriva noir intrapresa dalla nostra narrativa contemporanea e che preferisco scritture che sappiano indagare oltre la componente oscura dell’animo umano. Maria Pia Ammirati, però, sa comporre una trama intrecciata di mistero che prende le mosse da un fatto di sangue avvenuto tra i banchi di un supermercato e con sapienti tocchi narrativi arriva in profondità. La costruzione psicologica dei personaggi è ben fatta, soprattutto l’uomo che entra nel supermercato e assiste al fatto di sangue, ma poi viene coinvolto nei terribili eventi, è reso molto bene e il suo terrore inconsapevole è molto realistico. Il delitto unisce le esistenze dei tre protagonisti e il romanzo cattura l’attenzione del lettore che rimane irretito in una storia di amore malsano che è alla base del mistero. Non anticipo altro, perché un racconto giallo va gustato soprattutto per la imprevedibilità della trama e per il gusto della scoperta. La cosa che più apprezzo nel romanzo è lo stile conciso e immediato con cui l’autrice costruisce un giallo psicologico che vuole raccontare il male di vivere. Una prova di stile presa dall’incipit del capitolo Tenore: Sono un sacco. Un sacco di merda. Merda mescolata a liquidi, sangue, acqua e urine. Se sulla mia superficie tesa si praticano dei fori, la vita comincia a fuoriuscire a fiotti. E se ne va. Niente male come esempio di scrittura dura e diretta, che giunge all’obiettivo senza tanti fronzoli. Non conoscevo le edizioni Cadmo, pure se sono toscane come me, per la precisione fiorentine. Un caldo pomeriggio d’estate fa parte della collana Pop Up che si presenta bene pure come aspetto grafico e cura editoriale. Provare per credere.

 
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:: Gordiano Lupi

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con La Stampa di Torino. Traduce gli scrittori cubani Alejandro Torreguitart Ruiz e Yoani Sánchez. Ha pubblicato molti libri monografici sul cinema di genere italiano per la casa editrice romana Profondo Rosso. Collabora con www.tellusfolio.it curando rubriche su Cuba, cinema italiano e narrativa italiana. Tra i suoi lavori più recenti: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Sangue Habanero (Eumeswil, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010), Fidel Castro – biografia non autorizzata (A.Car, 2010), Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica, 2010). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Pagine web: www.infol.it/lupi


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