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2006
27
Apr

In queste notti di solitudine e birra

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(Luca Pizzolitto, Edizioni Il Foglio)

 

Con estremo piacere, parliamo di Amanti di Bukowski. “Poesie delicatamente affilate come lame di coltello  che ti penetrano dentro e non ti lasciano respirare. Un viaggio nelle notti brave e nella vita quotidiana asfissiante di ogni giorno. Volenti o nolenti vi rispecchierete in questo piccolo gioiello bukowskiano, attratti dal magnetismo letteraio di Luca Pizzolitto”. Così il direttore della collana “esperimenti letterari” dell’editrice Il Foglio, Nino Genovese, presenta i versi, appunto, di Luca Pizzolitto. Entriamoci dentro, allora. Per vedere se queste parole corrispondo alla realtà. “di giorno dormo, / mi tiro su dal letto / che fuori è un’altra volta buio. / per le strade vago come un cane, / ramingo bastardo dannato e solitario.” Non è che l’inizio. Poi, ovviamente le Bevute. E, ancora, non è che l’inizio. Ancora, pure, prendere la chiusa di: Se non ti guardo negli occhi. Per avere altri sguardi e altre tentazioni. Singhiozzi gentili. Dalla bella “mare silenzioso”, invece, anzi tutta quanta: “mare silenzioso / e ombre rosse nella notte, / l’aria pesta di odori / silenzi lezzo di fiume colori. / il risveglio della carne violento e leggero. // me ne rimango disteso a mezz’asta sul sofà. /// bevo e bevo e ancora bevo / e mi straforo nell’alcool / che mi nuota dentro lo stomaco, / e io pure nuoto / in questo utero / gravido e denaturato.// soffia un vento di gelo / e questa notte d’inverno / si fa solitaria ed ostile, / come un formichiere. // l’ultima donna / che ha sporcato queste lenzuola, ti penso, / di lei rimane appena una cartolina / spedita da chissà dove / l’Irlanda se non ricordo male. // qui è tutto bellissimo, / ti porto con me. // ho appeso quel che rimane della tua foto / sul frigorifero / proprio a fianco della lista della spesa / che da giorni non trovo il tempo di fare.”  Verso liberato. Bocconi di rime come rimmel. Buffetti di cronaca ficcata di traverso, a sfregiare. Benissimo. E un uomo. Un personaggio che da fiato o coro al volume; opera divisa in cinque sezioni. Tutte portatrici di qualcosa da rintracciare. Un filo spinato di sofferenza, e le donne. Quanto il bere. Di nuovo. Per mai mancare. Luoghi e monologhi sono pezzi d’attriti che di minuto in minuto si possono spiare nelle sere comuni. Vivere. Intensamente approfondire. Le mani di Pizzolitto hanno “solamente” creato le condizioni per le quali l’ambiente nuovo sperimentato nelle pagine riesca a far smarrire lettrice e lettore. Come è giustissimo che sia. Le frasi di Luca Pizzolitto suonano come prova di decisione e indecisione. La prima in quanto necessaria a far nascere la scelta d’inventare situazioni, mentre la seconda: poiché la scelta è compiuta. Dunque occorre essere indecisi per andare avanti. Che i dubbi ci stanno in tutte le scorribande delle giornate. A volte è pure una fortuna che vi siano. Altre meno. Comunque, aprendo In queste notti di solitudine e birra stare attaccate o attaccati a cose piacevoli, tanto.

 
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