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2006
19
Apr

Brina Maurer

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(Claudia Manuela Turco - Bastogi)

Brina Maurer è un romanzo psicologico. Brina Maurer è la storia di una ragazza. Brina Maurer è lo spaccato di una società dai valori inversi. Brina Maurer è questo e molto altro. Claudia Manuela Turco (autrice pluri-premiata per quest'opera e per altre prima di questa) ci racconta, in questo che definisce il libro della sua vita, la travagliata crescita di Brina Maurer, una ragazza letteralmente schiacciata da un mondo per lei incomprensibile, una ragazza forte che vede scomparire sotto i suoi occhi i pochissimi punti fermi che ha trovato lungo la strada, ma che non perderà mai quell'isola felice che è per lei l'unica vera ancora della sua identità.
La storia di Brina Maurer tratta alcuni temi (la pornografia, in particolare) da un punto di vista alternativo; rende nota al lettore l'esistenza di una "minoranza" (per citare la Turco, anzi la Maurer) che vive il mondo della pornografia in maniera diversa dalla massa. Ciò porta inevitabilmente il lettore ad interrogarsi su questi temi, e sposta quindi l'attenzione sull'aspetto (più strettamente sociologico) dei problemi vissuti dalla protagonista. Io invece vorrei parlare della narrazione, prima di entrare nel pieno del soggetto.
Trovo che la più grande fortuna di questo romanzo sia la maniera in cui è scritto. La lettura scorre veloce sin dalle primissime righe. Lo stile è pulito, immediato e... familiare. Uso il termine "familiare" perché Brina Maurer è veramente scritto adottando un gergo comune (a differenza di tanti libri che ne "forzano" l'uso), e questo lo rende molto più reale, molto più concreto. Inoltre la protagonista è poco più che maggiorenne, e la scrittrice è riuscita a renderla giovane tanto nel linguaggio quanto nella psicologia. Ultimando la lettura dell'ultima pagina è quasi surreale tornare alla realtà e rendersi conto che si sta chiudendo un libro, perché la sensazione è che sia stata Brina Maurer stessa a narrarci tutto, di persona seduta davanti a noi. La narrazione è in prima persona, ma la cosa che più rende presente il personaggio di Brina è che lei stessa, nel racconto, si sta guardando dal di dentro. La sua storia inizia in prossimità della scena finale. Brina si trova in un momento di svolta della sua vita e deve prendere una decisione importante; alla fine dimostrerà che, davanti alla purezza dei sentimenti, alcune scelte apparentemente importanti sono esclusivamente formali, ma per prendere questa scelta deve comunque ripercorrere velocemente buona parte della sua vita, e decidere cosa salvare e cosa buttar via per sempre. Un altro aspetto che ho apprezzato (e odiato nel contempo) è la "spontaneità" della sofferenza di Brina che colpisce dritto al cuore del lettore, a tratti vomitata fuori con rabbia e a tratti subita con impotenza.
Il tema vero di questa storia, a mio avviso, non è la pornografia ma la difficoltà di Brina a "crescere", cioè a comprendere un mondo che lei riconosce come "il mondo degli adulti" ma che si rifiuta di accettare, in un gesto di speranza che anche lei a volte avverte come disperato. La speranza è che, al di fuori di tutto quello che è stato il suo mondo sin dall'infanzia, esista un mondo migliore, composto dalla cattiveria che lei già conosce bene ma anche da valori e serenità. Continua a mettersi in discussione per anni, ma arriverà al momento in cui deciderà definitivamente di prendere una posizione. All'interno di queste difficoltà si aggira imperante il fantasma della pornografia, con il quale Brina deve fare i conti sin da piccola, dato che sua madre è una pornostar (oltre che una madre assente), causa, questa, per cui Brina sviluppa un vero e proprio rigetto a qualunque forma di pornografia. Ma, per quanto la protagonista soffra questo problema e non perda occasione per condannarlo, la sua storia ci racconta anche dell'amore mitizzato e irraggiungibile, della morte, delle amicizie più uniche che rare e di quella minoranza di deboli da cui ogni tanto qualcuno si deve levare a difesa.
L'isola felice di Brina sono i cani. E' affascinante come l'amore per i cani riesca ad avere nella psicologia di Brina una funzionalità pressoché totale. Si trovano sia all'interno che all'esterno della sua personalità. I cani sono il suo futuro, dato che sta studiando veterinaria, ma soprattutto elementi in cui identificarsi, modelli da prendere ad esempio e esseri da proteggere; e questo è un passaggio chiave, perché è proprio così, proteggendo i più deboli, che Brina dà libero sfogo al suo bisogno di essere protetta (e la sua incrollabile forza si manifesta più che mai proprio nel fatto che questo bisogno non sarà mai soddisfatto). I cani sono in effetti la via tramite la quale lei conosce e capisce il mondo in cui vive; è attraverso essi che lei fa esperienza per la prima volta di tutti sentimenti, a partire dall'amore, l'amicizia e la fratellanza, ma anche della morte, la delusione, la sofferenza, la perdita.
Vorrei concludere con un parere (del tutto personale, ovviamente) riguardo l'originalità di questo personaggio. Esiste tutto un mare di romanzi-dramma che hanno come protagoniste ragazze sofferenti e anoressiche, incapaci di lottare. E' praticamente diventata una branca della letteratura moderna, negli ultimi anni. Brina Maurer è diversa. La sua sofferenza durante l'adolescenza non è quella di tutte le altre adolescenti e, in particolare, la sua reazione è totalmente differente, atipica. E' simbolo di incrollabile speranza e indipendenza. Io mi sento di consigliare questo libro a lettori di tutte le età perché penso che Brina Maurer abbia molto da insegnare riguardo le cose della vita.

 
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:: Filiberto Emanuele

Filiberto Emanuele, 29 anni, consulente informatico, è un appassionato lettore a tutto tondo. Spudoratamente ottimista, è convinto che la felicità sia alla portata di tutti e che da questa vita uscirà vincitore colui che avrà mostrato più sorrisi che lamenti.

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