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2006
14
Mar

Anche una sola lacrima

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(Franco Limardi - Marsilio)

Neanche una sola lacrima vorrebbe versare il protagonista, Lorenzo Madralta, ex militare reduce dal Libano, riciclatosi responsabile della sicurezza d’un centro commerciale d’una letargica cittadina di provincia.

Neanche una sola lacrima.

I suoi pensieri sono pulsazioni luminose che ripercorrono lo schema tridimensionale d’un cristallo di ghiaccio. Un cristallo gigante che nella sua ferrea organizzazione spaziale rende tutto logico, limpido. Anche l’incedere, i gesti dell’ex militare sembrano rintracciare traiettorie pre-definite; il mondo è un insieme d’ingranaggi i cui movimenti sono regolati da un cuore invisibile e freddo. Meglio non opporsi al suo pulsare. Meglio essere in sintonia con la sua superba indifferenza. E indifferente a tutto, a tutti, è Lorenzo. E in questo stato trova la felicità, o almeno, come direbbe un trascurato poeta ottocentesco: “il piacere non esiste se non come pausa momentanea del dolore.” Il capo della sicurezza Madralta vorrebbe che questa pausa non avesse mai fine. L’ex militare, con le sue arie di perfetta indifferenza, vorrebbe qualcosa di simile a quello a cui tendevano gli asceti d’ogni epoca: annullare lo scorrere del Tempo e in questa divina pausa, continuare a vivere. Vivere in un universo organizzato dalla sola geometria, la più semplificata, armonica, luminosa possibile. Su questa partizione musicale vorrebbe accordare ogni suo pensiero, ogni suo gesto, ogni suo sentimento. Se di sentimenti ancora si può parlare all’interno d’una griglia di congelate e traslucide pareti. Gelida e traslucida è anche la scrittura, di quel gelo che purifica sintassi, musicalità e di quella trasparenza che rende visibile ciò che tende a celarsi. Perfetto è questo freddo castello di ghiaccio. Perfetto e bello nella sua limpidezza. Ma...

Ve lo aspettavate, ne sono sicuro, questo ma... E forse, se lo aspettava anche il protagonista. Quanto potrebbe durare un tale miracolo d’Indifferenza? Il tempo che impiega il sole a sciogliere la brina che imprigiona e sigilla il pulsare della vita d’un filo d’erba. Dolorosamente, l’ex militare Lorenzo Madralta scoprirà che anche una sola lacrima, pur d’amore, è sufficiente per infrangere il più luminoso e iridescente dei castelli di ghiaccio.

 
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:: Giovanni Buzi
Giovanni Buzi, nato a Vignanello (VT) nel 1961, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1984, nel 1991 si è laureato in storia dell’arte contemporanea all’Università «La Sapienza» di Roma. Dal 1998 insegna lingua e cultura italiana al Parlamento Europeo di Bruxelles, insegna storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Bruxelles. Tra le sue pubblicazioni: Manuale di storia dell’arte, Sovera Multimedia, 1993, il romanzo Faemines, Libreria Croce, 1999, il romanzo Il Giardino dei Principi, Massari, 2000, il saggio William Turner in Etruria, Massari, 2004, raccolta di novelle Fluorescenze, Il Filo, 2004, il testo poetico La neige in Christian Dotremont, Mémoire de neige, Editions Tandem, Bruxelles, 2005, la raccolta di novelle e acquerelli Sesso, orrore e fantasia, Massari, 2005, il romanzo Agnese, Tabula Fati, 2005. Suoi racconti sono presenti in varie raccolte antologiche. Numerosi riconoscimenti letterari tra i quali il primo posto al concorso letterario Profondo Giallo 2005 con il racconto La collana di perle celesti pubblicato nel n. 2896 del Giallo Mondadori.
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