2006
22
Feb

Una granita di caffé con panna

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(Alessandra Lavagnino - Sellerio)

"E la vecchia stanchezza mi colse, la stanchezza del futuro (pag. 94)"

In un contesto socioeconomico (il romanzo è ambientato a Palermo) asfittico, creatore di verità alternative alla "verità dello Stato", dove la manovalanza di pescatori, dal reddito intermittente, sfruttata dalle cosche mafiose, si genuflette piena di "gratitudine" ai propri oppressori, pardon, benefattori, si dipana questo monologo interiore di una donna "dissidente".

Il fulcro su cui la narrazione s'impernia sono proprio le vicende occorse ad Agata, una donna "per bene", figlia di possidente, maritata ad un borghesotto "senza spina dorsale". La svenurata finisce infatti sotto un'auto, ed il procuratole trauma cranico sortisce in lei un effetto deflagrante: la fa essere imperdonabilmente schietta e veridica in un contesto in cui schiettezza e veridicità sono due qualità esecrabili ed esecrande.
Una iattura vera e propria, per se stessa, travolta da crisi identitarie fortissime, e per i suoi Maschi Padroni: il padre subisce una vendetta mafiosa in seguito all'indicazione di Agata agli "sgherri" (così percepiti inappellabilmente dalla Comunità Sovrana) della Guardia di Finanza circa un traffico di sigarette che avveniva nei paraggi della residenza estiva della famiglia di Agata; l'impresa commerciale del marito e del fratello è travolta da una valanga di debiti, a cui le banche rifiutano di far fronte.

Quasi a rafforzare l'assioma patriarcale, a "salvare" Agata da quest'infamia non sarà la madre, che pure la trascina da preti e fattucchiere ("[...] e sentivo pena per l'insicurezza e la fragilità di lei che aveva detto: ti faccio aggiustare la testa". Pag. 95), bensì l'intervento di "zio Nicola": un vero e proprio capoclan, un onnipotente barone accademico, che le fa pesare il primato della Coscienza Collettiva tanto cara ad Emile Durkheim, sull'autodeterminazione dell'individuo; come segue: " I medici dicono che stai bene. Allora, che fu? Ti mettesti a pensare con la testa tua, per caso? Che credi, di saperlo fare meglio degli altri, meglio di chi pensa da prima, da prima assai che tu nascessi?" (pag. 67)

L'incalzante ritmo della narrazione e la denuncia dell'esistenza di un architrave sociale - siciliano, in questo caso, ma non solo siciliano, ahinoi - fondato su abuso, privilegio, nepotismo sfacciato ed arrogante in ambiente universitario, fanno di questo romanzetto un'opera complessa e completa: un atto d'amore per la letteratura che non deve tacere ciò che non va, le miserie derivanti dalla menzogna, gli obbrobri feudali che indefessamente la fanno da padroni ancor oggi.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE.
Alessandra Lavagnino, nata a Napoli; entomologa, saggista, romanziera e traduttrice italiana.

Alessandra Lavagnino "Una granita di caffè con panna", Sellerio Editore, Palermo, 2002.
L'edizione che qui si commenta contiene una nota di Leonardo Sciascia, intitolata "La verità e la morte"

 
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:: Elisabetta Blasi
Elisabetta Blasi è nata a Grottaglie (Taranto) nel 1968. Laureata in Scienze Politiche – indirizzo storico- politico – ha curato vari studi sull’applicazione della pari opportunità fra uomini e donne nel campo del disagio sociale (in Francia), nell’istruzione scolastica, universitaria e nella formazione professionale (in Italia). Ha collaborato colla rivista web www.lankelot.com come critica letteraria ed opinionista. Attualmente collabora con Giulio Perrone Editore.
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