2006
7
Feb

Buia è la notte

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(AA.VV. - NonSoloParole Edizioni)
 
L'operazione di "Buia è la notte", di NonSoloParole Edizioni subito lascia un po' spiazzati. Chiaro, si viene subito attratti dall'assonanza con il titolo della più nota opera di Fitzgerald, ma poi come non chiedersi se due volumi rispettivamente di circa 50 e 60 pagine non avrebbero piuttosto potuto essere proposti come un unico libro di un centinaio di pagine?
Poi, riflettendoci, e tenendo conto del fatto che si parla di raccolte di racconti indipendenti gli uni dagli altri, scritti da autori diversi, e che il prezzo dei singoli volumi è contenuto, si capisce che questa scelta (in linea, certo, con operazioni commerciali di altri editori) qualunque motivo sottenda è comunque in buona parte a favore del lettore, che può così decidere di diluire l'acquisto - o scegliere solo l'opera con gli scrittori che più preferisce.
Quest'ultima eventualità viene comunque "scoraggiata" dalla casa editrice dal bel gioco delle copertine affiancabili (ricavata da una foto di R.Calafiore), e dalla cura, sia esteriore sia nei contentui, che "Buia è la notte" mostra anche solo ad una prima, rapida, scorsa.
L'oggetto libro è infatti curato e gradevole, e, secondo il mio personalissimo gusto, si stacca nettamente da quelli di altre produzioni. E la scelta dei brani (praticamente tutti scritti da autori con altre pubblicazioni alle spalle) è caduta su testi a volte forti, ma sempre sostenuti da una prosa attenta e matura, che crea un piacevole contrasto tra tematiche e stile.
I due volumi non sono comunque "uguali".
 

 
Il primo (con meno pagine e percentualmente meno costoso) è più nettamente sensuale ed erotico. E, forse, pure più uniforme come scelta delle storie che ricamano una notte - non solo "fisica" - ampia e avvolgente, ricca di sensazioni agrodolci, e di sonorità bemolli. Qui, ad aprire le danze troviamo l'ottimo Nel silenzio di Cinzia Tellarini (il pezzo più complesso, e dallo stile più interessante della raccolta), seguito dal forte Margherita di Luca Musella (il primo, ma non l'unico, a scegliere l'incesto - e la vendetta - come tema conduttore). Giuseppe e Maria (Mallozzi) e Cornetti di notte (Calafiore) affrontano poi rispettivamente (e in modo differentemente piacevole) l'amore tradito e la prostituzione, mentre Incesto di Tina Cosmai chiude questo Volume I con un opera particolare, dallo stile anticato, che gioca in modo atteso con gli elementi della tragedia classica.
 

 
Il secondo (che propone otto opere, contro le cinque presentate nell'altro) pur non rinunciando ad una nota di erotismo che vibra in quasi tutti gli scritti, si propone come un contenitore più variegato, anche se non necessariamente più intrigante. Racconti come La notte dentro la stanza n. 19 (Aragri) o La notte che mi rubarono l'anima (Ghelli) o ancora Ultima notte in carcere (Massaro) aggiungono ad esempio elementi socio-politici alla visione della notte. Interessanti (specialmente il secondo dei tre), ma forse meno efficaci dopo la costruzione apprezzata nel volume uno. Ma anche quando si ritorna sui binari precedenti non tutte le opere sono di livello uniforme: Stige (Fedele) tratta il tema della violenza domestica - e della vendetta - ma, anche se sostenuto da uno competenza stilistica evidente, lo fa forse sfruttando una dinamica poco originale, L'ultima notte di Sofia (Federico) parla della prostituzione e dell'arte in modo delicato e onirico ma lascia con un leggero senso di incompiutezza e Ferragosto in città (della in passato più che apprezzata Donatella Placidi) ruba senza difficoltà un sorriso che sembra però male incastrarsi con le sensazioni del resto dell'antologia.
Nulla da eccepire invece sullo struggente Un ricordo della notte (Gabbanelli), in cui la notte sfiora l'elemento di cui spesso è metafora, e sull'ottimo Il Richiamo (Caputo) in cui le capacità di scrittore riescono a costruire una storia noir godibile e immediata, immersa però in una struttura cupamente ironica.
Nel complesso una buona coppia di volumi da comprare per sè o per un regalo. Con solo un dubbio: dobbiamo attenderci un "Buia è la notte - Vol. III"?
 
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:: Marco Giorgini
Marco Giorgini: (Modena, 21 Agosto 1971) responsabile del settore R&D in una delle più importanti software house italiane che si occupano di linguistica applicata. Dal 1994 coordina la rivista culturale KULT Underground (www.kultunderground.org) e dal 1996 la casa editrice virtuale KULT Virtual Press (www.kultvirtualpress.com); autore di racconti e sceneggiature, ha contribuito ad organizzare mostre e concorsi letterari, tra cui ''Il sogno di Holden'', 8KO- e In Xanadu. Da marzo 2005 realizza una striscia a fumetti bisettimanale sul mondo degli esordienti, chiamata Kurt (www.kurtcomics.com).
MAIL: marco@kultunderground.org
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