2006
26
Gen

Carne, racconta

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(Riccardo Geminiani - Aiep Editore – info@aiepeditore.net)

Riccardo Geminiani è un giovane autore che padroneggia molto bene la materia narrativa e soprattutto conosce i trucchi del mestiere per catturare l’attenzione del lettore e farsi leggere fino in fondo. Carne, racconta è un libro duro, come da tempo non mi capitava di leggere, composto da tre racconti brevi che sono altrettanti pugni allo stomaco. L’autore descrive tre storie di abusi sessuali su donne e soprattutto il primo racconto - ispirato a un fatto reale - è molto drammatico ed è reso con una crudezza disarmante. Le note della Canzone di Marinella di Fabrizio De Andrè accompagnano uno stupro di gruppo da parte di alcuni balordi ai danni di un’extracomunitaria. Il secondo racconto è il più debole dei tre, forse per la troppa brevità, ma pure qui l’autore scava nei ricordi di un evento negativo legato al passato di una donna. Il terzo racconto parla di pedofilia familiare ed è una sorta di Cappuccetto rosso al contrario con un lupo cattivo nei panni di un nonno perverso che si fa toccare dalla nipotina. La lettura di queste tre storie sconcerta e lascia con l’amaro in bocca, ma certo è proprio questa l’intenzione dell’autore che non risparmia realismo e crudezza di particolari. Il libro è ben scritto, le scene sono molto cinematografiche e lo stile di Geminiani è rapido, asciutto, fresco, privo di fronzoli. Non troverete letteratura in queste settanta pagine, ma narrazioni spietate e fredde che hanno per protagoniste vite distrutte. Le tre sfortunate donne di Carne, racconta sono personaggi della vita quotidiana e purtroppo gli orribili spettri evocati dall’autore rappresentano una triste realtà. Il solo dubbio che resta, una volta chiuso il libro, è se può essere davvero utile scrivere fiction su fatti come questi. Preferisco l’orrore soprannaturale e l’invenzione pura a temi così squallidamente realistici, ma riconosco che l’autore ha talento e che potrebbe indirizzarlo anche verso obiettivi più importanti.
 
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:: Gordiano Lupi

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con La Stampa di Torino. Traduce gli scrittori cubani Alejandro Torreguitart Ruiz e Yoani Sánchez. Ha pubblicato molti libri monografici sul cinema di genere italiano per la casa editrice romana Profondo Rosso. Collabora con www.tellusfolio.it curando rubriche su Cuba, cinema italiano e narrativa italiana. Tra i suoi lavori più recenti: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Sangue Habanero (Eumeswil, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010), Fidel Castro – biografia non autorizzata (A.Car, 2010), Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica, 2010). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Pagine web: www.infol.it/lupi


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