2006
4
Gen

Il libro più bello del mondo

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(Walter Cantoro - Demian Edizioni)

Walter Cantoro scrive articoli che sembrano racconti ma se ci pensiamo bene è vero anche il contrario e forse questa è la sua forza narrativa. Racconta la vita quotidiana vista dagli occhi di un ragazzo che scopre l’amore, le festività di una provincia sonnolenta e la tivù spazzatura. Si abbandona ai viaggi in Venezuela, sorseggia mojito ghiacciato, ascolta Buena Vista Social Club e racconta di lutti e fallimenti. I suoi bersagli sono la voglia d’apparire, la cultura soporifera e bigotta, gli intellettuali da salotto e da dopo cena. Il mondo che ci vorrebbero vendere come il migliore dei mondi possibili ha troppe cose che non vanno per essere accettato. I racconti si snodano in rapida sequenza sotto forma di diario intimo e il lettore si appassiona con la cronaca di un Natale diverso e di un Carnevale anticonformista. Non sono certo veline da intellettuale le parole di Cantoro, che cita a piene mani Giorgio Gaber, Fabrizio De Andrè, Corrado e la tivù degli anni Ottanta. Alla fine dei racconti compare pure Moana Pozzi, divina creatura oggetto di sogni erotici per due generazioni di adolescenti, rimpianta come un’icona di bellezza infinita. Il sesso e le donne rivestono un ruolo importante nei racconti di Cantoro, che descrive ironici approcci e immaginari convegni amorosi con belle tramane o con impossibili dive del cinema. I racconti sono articoli di un giornale locale che parlano di vita e di sogni, narrano le storie di un ragazzo di provincia che sono le storie di tutti i ragazzi della grande provincia italiana. Tra le righe spesso incontriamo il sentimento struggente della lontananza, Firenze, il Sudamerica e la voglia di tornare, ma pure la noia della vita in provincia e i ricordi di bambino. Tutto però è sempre ben amalgamato dalle pennellate rapide e nervose di uno stile narrativo inconfondibile e pieno di carattere. Walter Cantoro è uno scrittore che ha molte cose da dire e che soprattutto le sa dire con un linguaggio molto vicino al parlato che intriga e affascina. Lo attendiamo alla prova del suo primo romanzo.

 
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:: Gordiano Lupi

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con La Stampa di Torino. Traduce gli scrittori cubani Alejandro Torreguitart Ruiz e Yoani Sánchez. Ha pubblicato molti libri monografici sul cinema di genere italiano per la casa editrice romana Profondo Rosso. Collabora con www.tellusfolio.it curando rubriche su Cuba, cinema italiano e narrativa italiana. Tra i suoi lavori più recenti: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Sangue Habanero (Eumeswil, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010), Fidel Castro – biografia non autorizzata (A.Car, 2010), Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica, 2010). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Pagine web: www.infol.it/lupi


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