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2005
6
Nov

Il Dark: Guida alla musica oscura

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(Ivano Galletta - Edizioni Il Foglio)

"Il dark. Guida alla musica oscura". Ho pensato fosse un bel modo di celebrare Halloween, iniziare a leggere questo libro proprio in una giornata uggiosa di luoghi comuni horror-kitch d'importazione yankee. Siouxsie urlante nello stereo ed una rapida occhiata ai toni funerei della copertina mi sono bastati a calarmi nella mia parte di lettrice in gramaglie.
Già dall'introduzione, troviamo l'autore intento ad identificare il proprio target non solo in un pubblico già "educato" al dark, ma anche - grazie al cielo - in tutti coloro che vogliano avere un'idea più precisa di ciò che qui in Italia comunemente viene definito "dark", soprattutto dal punto di vista musicale. Tra considerazioni acute ed altre che francamente fanno sorridere data la loro aderenza ad un'idea di gotico e goticità che sfiora il manierismo, ci addentriamo finalmente nel mondo umbratile della musica oscura.
Come guardando attraverso un caleidoscopio, vediamo scorrere immagini di un passato in rapido allontanamento, che il nostro pragmatico autore inizia ad illustrarci proprio a partire dai prodromi, riassumendo brevemente la scena musicale gotica prima dello scoccare dei fatidici 80's. In rapida evoluzione abbiamo quindi una carrellata sui cosidetti mostri sacri del genere. Nomi illustri, quali Cure, Bauhaus, Siouxsie and The Banshees, Sisters of Mercy, Joy Division e Christian Death, gruppi che nel corso della decade fecero propria l'eredità lasciata dai primissimi punk, mutando la rabbia in angoscia, traducendo il disagio in note che più si addicessero ad un clima introspettivo.
Una manciata di pagine bastano all'autore per esaurire e chiudere questa fondamentale parte del libro e dedicarsi a tempi più recenti, raccontandoci qualcosa su come l'onda gotica si sia ritratta nel corso degli anni 90 fino ad arrivare ai giorni nostri, passando così ad essere un fenomeno più che altro sotterraneo, ma ancora assai vitale. Anche in questo caso, troviamo una rapida elencazione di sottogeneri affermatisi durante questa fase, con escursioni nell'ambito della musica elettronica, neo-folk, dark ambient e persino nel metal - di marchio gotico, per carità! -.
In chiusura poi, dopo aver letto di alcuni gruppi che, dato il proprio percorso artistico, faticano a rientrare in un meccanismo di classificazioni, troveremo alcune notizie e curiosità sui più importanti Festival dedicati alla musica dark, in giro per l'Europa, a testimonianza di un movimento ancora perfettamente vivo e attivo.

Nel considerare questa guida da un punto di vista complessivo, direi che essa presenta l'indiscutibile pregio di parlare di dark in modo tale che soprattutto coloro che non ne sanno nulla o che non lo ascoltano abitualmente possano averne un'idea d'insieme o per meglio dire una mappatura. Una sorta di percorso, insomma, da seguire nel caso si voglia arricchire la propria collezione di dischi, con qualche pezzo d'effetto. L'approccio di questo libro all'argomento trattato mi pare infatti sostanzialmente scolastico, e questo non solo a causa di una trattazione che più volte si fa superficiale e sommaria, ma anche per la tendenza a definire e categorizzare. Una modalità che se da un lato può essere d'aiuto nel creare uno schema di riferimenti per i "principianti", dall'altro rischia comunque di diventare riduttiva e depauperante, giacchè mutila questo ambito musicale e falcia tanti elementi vitali, solo in nome di una goticità che ogni cosa governa e determina.

Aldilà del fatto che si possa discutere all'infinito sull'argomento del what's gothic, perdendo tempo ed energie in una discussione piatta e sterile, quello che mi perplime maggiormente è che, ad esempio, non vengano annoverati tra i predecessori del dark anni 80, gruppi fondamentali quali New York Dolls, Television, Velvet Underground o altri che aprirono, negli anni 70, la strada a nuove forme di poetica e sonorità o all'androginia quale abito mentale oltre che scenico. Elementi questi che certamente troviamo nella musica dark, elevati a potenza quando non esasperati.
Perché concentrarsi solo sull'oscuro ovvio dei risvolti pseudocculti ed esoterici? In fin dei conti, gruppi come quelli citati nel libro hanno soprattutto tratto ispirazione e reso palese il lato oscuro della realtà attuale: un disagio ed una nevrosi che covavano in tante frange della società dei vivi, e trascinati in certi casi alle estreme conseguenze della provocazione e del fastidio. Ed è così che mentre Siouxsie e compagnia vengono liquidati sciorinando alcuni dati salienti circa la loro carriera artistica, spariscono invece gruppi come Virgin Prunes, Lords of the New Church o Chameleons, pur rientrando a pieno titolo nel genere musicale trattato.

Concludendo, occorre comunque rilevare il sicuro lavoro di ricerca effettuato da Ivano Galletta nell'andare a scovare alcuni musicisti (Malleus, o Antonius Rex, etc..) la cui attività è tutt'altro che nota e che potrebbe essere senz'altro interessante conoscere più da vicino. Inoltre è pur sempre vero che è parecchio apprezzabile l'intento divulgativo di questo libro, scritto con tanta passione e senza supponenza, da sincero amante della musica. Una guida per quanti vogliano soffermarsi su ciò che importa veramente nel cosidetto dark e che trascende tutto quanto, aldilà di pizzi, cimiteri ed atteggiamenti da vampiri reincarnati.

(scarica gratuitamente l'e-book che contiene un lungo estratto del libro qui:
formato e-paperback | formato MS Reader)

 
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:: Chiara Del Bianco
Chiara Del Bianco vive e lavora a Bologna, città che ha incontrato durante il periodo universitario e che non ha più lasciato, sebbene porti il mare sempre dentro. Una tesi su J. G. Ballard le è valsa una laurea in Lingue e Letterature Straniere, che al momento giace impolverata di malinconia crepuscolare in un angolo di casa. Attende tempi migliori, “trafitta e trapassata dal futuro”.
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