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2005
21
Set

Quando il Cronodrome implose

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(Vittorio Baccelli - Nicola Calabria Editore)

Nel leggere Quando il Cronodrome implose, un’antologia di ventuno racconti, di Vittorio Baccelli, diveniamo un “derviscio roteante” nell’atto di sfogliare un libro e, al suono di un flauto, ci muoviamo “tra il divino e l’umano”, tra realtà e fantasia, tra mito classico e modernità.
Un’interpretazione fantasiosa e avveniristica dei tempi moderni, un’aspirazione ad un mondo “altro”, che sopperisca alle deficienze di questo nostro, camuffano, senza celare completamente, una posizione sottilmente polemica e critica, una tenue, ma realistica, filosofia di vita, piuttosto pessimistica. Una denuncia, a volte orsonwellessiana, contro l’evasione dalla realtà a cui spingono i mass media e l’informatica, contro la droga, contro la guerra e il terrorismo e, forse, contro un certo progresso tecnologico che induce all’illusione che la conoscenza equivalga al potere e alla libertà di crearsi la felicità, <<”Dov’è l’albero della conoscenza c’è sempre il Paradiso”: così parlano i serpenti più vecchi ai più giovani.>> (F.Nietzsche), ma che dimostra la sua estrema fragilità e la sua lontananza dalla perfezione e fa riemergere l’antico valore della bellezza di un cielo stellato. V.Baccelli rivolge, quasi sempre, l’attenzione al futuro, senza, però, mai dimenticare il passato, i suoi errori, la sua funzione educativa e il valore delle tradizioni. Si perdono, spesso, con facilità, le coordinate spazio-temporali. La realtà diviene sogno ed il sogno una realtà smarginata in cui è onnipresente la graduale disumanizzazione dell’individuo. Quasi tutti i personaggi dei racconti sono alla ricerca del benessere psicofisico e della felicità, che, poi, si rivelano utopici. Come non ricordare il castello di Atlante del “Furioso”? Tutti i desideri si realizzano virtualmente, così come il raggiungimento della perfezione e la possibilità di godere una “vita da sogno”. “La vera utopia”, scrive Baccelli, “diviene realtà sotto i nostri occhi e noi tutti contribuiamo a crearla”.
Lo scrittore dimostra maturità letteraria, pervenendo ad una scrittura fluida in cui si nota subito la vis immaginifica della parola, a volte forzatamente triviale, la colta ricerca del vocabolo, nonché interessi e conoscenze che spaziano dalla filosofia alla mitologia, dalla fisica all’informatica.

 
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:: Simonetta De Bartolo
Simonetta De Bartolo, recensore ed intervistatrice, è conduttrice de “Lo Scaffale”, rubrica di recensioni letterarie di www.patriziopacioni.it autentico web-magazine dedicato alla scrittura e a ogni altra forma di espressione artistica, alla solidarietà e all’’attualità. Nata a Cosenza, si è laureata in Lettere moderne, sottoindirizzo artistico, all’Università della Calabria, e ha condotto ricerche in campo etnologico. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari e, per alcuni anni, ha fatto parte delle redazioni de La Tela Nera e di Progetto Babele, dell’Associazione culturale “Il Foglio” e del comitato di lettura di «NetEditor», sito su cui ha pubblicato recensioni, racconti e poesie. Ha collaborato con “Il Foglio Magazine” e alla pubblicazione di un volume pensato dagli editori della rivista «Italian Culture», organo ufficiale dell’Aais (Associazione americana per gli studi di italianistica). Sulla rivista «Encuentro de la cultura cubana», ha pubblicato una recensione del volume di autori vari, curato da William Navarrete, Versi tra le sbarre, dato alle stampe nel 2006 dalle Edizioni Il Foglio di Piombino (Livorno). Collabora con le e-zine Progetto Babele, Segreti di Pulcinella, StradaNove e KULT Underground; con i siti Web La Tela Nera, che, nel 2004, le ha pubblicato alcune recensioni nell’e-book antologico “Sangue sui libri”, con Opera Narrativa, KULT Virtual Press. Fa parte dello Staff del portale culturale “L(‘)abile traccia”. In questi ultimi anni si è segnalata e distinta anche nel settore delle interviste letterarie Per La Tela Nera, dopo aver recensito alcune importanti loro opere, ha dialogato con gli scrittori Davil Buio, Andrea Moneti e il caporedattore e fondatore di Progetto Babele, Marco R. Capelli; Per Progetto Babele con Francesco Gitto, Vittorio Bongiorno, Fabio Marangoni, Patrizio Pacioni. Infine, per www.patriziopacioni.it, Sacha Naspini e lo stesso Patrizio Pacioni.
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