2005
21
Set

HSF

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(Marco Milani - Prospettiva Editrice)

 

 

 

            Marco Milani ha pubblicato un altro libro. Un’altra antologia di suoi racconti horror e neri in genere, 13 per la precisione, che in qualche modo si riallacciano a quelli contenuti in “Sognando e dintorni”, la sua opera prima.

Va detto, subito, che non ci sono soltanto racconti dentro questa raccolta come quelli apparsi in “Sognando e dintorni”; a piccole perle come “Chi ha paura del gatto nero”, o come “il fumatore” o ancora “Ho visto una nuvola che somigliava all’ala di un angelo”, ovvero novelle nere intrise del classico stile disincantato di Marco, scorrevoli e leggere ma efficaci, si affiancano altre robuste storie, su cui mi sento di mettere in prima linea “In nomine Patris”, l’apertura del libro. Qui sembra di ingranare un’altra marcia: tutto è ben descritto, come sempre; tutto è plausibile e facilmente comprensibile, eppure i dettagli si fanno più importanti, si dotano di un’aurea granitica tale da far capire che Marco, con questa sua seconda fatica, vuole salire di professionalità e bravura, nel mentre che illustra la vera storia della conquista americana da parte dei cattolicissimi Spagnoli.

            E ci riesce.

E così si nota che questo libro è davvero il suo secondo lavoro.

            Ora, nella mia immagine mentale di un’opera, e in particolar modo della carriera di un artista, m’immagino che la sua seconda uscita debba essere una conferma ma anche un profondo sentiero su cui l’autore deve incamminarsi; in altre parole, se con il primo lavoro si può anche giochicchiare a fare il bravo, la seconda volta bisogna davvero dimostrarlo, senza tuttavia perdere nessuna delle qualità positive che ti hanno fatto notare. E Milani cammina in pieno su questo solco: appare maturo, e potente. Certo, alcuni passi delle sue descrizioni sembrano - solo a volte - leggermente prolissi, ma può essere una scelta dell’autore quella di perdersi in barocchismi appena accennati; i dialoghi, invece, sono sempre ben calibrati, sempre asciutti e della lunghezza giusta per trasmettere credibilità al lettore.

            Dell’elenco dei racconti che compongono HSF vorrei citare ancora “La casa vicino a Firenze” (mirabile atto d’amore verso H. P. Lovecraft) e “Tanti auguri”, una folle corsa nei meandri di universi paralleli a volte a noi visibili, densi di ombre e presenze inquietanti, nel puro stile che il Connettivismo esige e a cui Milani ha aderito, essendone un membro fondatore. “Il canto della sirena” è, invece, un puro gioco di cinismo degno del miglior Tarantino, e chissà che dall’immagine suggerita nel romanzo il maestro americano non tiri fuori qualcosa degno del suo nome?

            Ecco, a questo punto, attendiamo la terza fatica. E sappiamo che potrà essere un gran libro. Più di questo qui che è già splendido.

 

Sandro Battisti

 
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