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2005
16
Giu

Incubi

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(Alda Teodorani - Halley Editrice)

 

 

Una delusione amorosa sconvolge la protagonista e la spinge a scrivere un diario nel quale registrare il suo quotidiano, il ritorno alla consapevolezza di sé, il recupero di ciò che ha perduto nella relazione finita. Così scrivere diventa un’esperienza intima profonda, necessaria per sopravvivere.

Ma il disagio interiore, la follia dell’abbandono, scardina la ragione e dilata la capacità di percezione permettendo di cogliere la realtà quale veramente è, oltre la superficie. Il mondo interiore si materializza e gli incubi della psiche malata trasfigurano il presente, ne fanno emergere il lato oscuro, in sintonia con la mente febbricitante della protagonista. Così i luoghi del paesaggio urbano (case, palazzi, metropolitane, autobus, librerie) diventano cupa scenografia per atrocità inaudite, per orge e omicidi rituali, tra cimiteri e cattedrali gotiche, e i personaggi (amici, conoscenti o incontri occasionali) si trasformano in mostri sanguinari, in presenze di morte che ammorbano l’aria e diffondono contagio e malattia.

L’autrice scava nel fondo della psiche per mettere a nudo paure ancestrali, per restituire frammenti di ricordi e sensazioni. In uno spazio e in un tempo immobili, in cui la vita resta come sospesa, la narrazione si addentra nella notte della coscienza, trasmettendo una sensazione claustrofobica, carica di oppressione, dolore e rabbia.

La scrittura visionaria crea pagine di grande tensione, dense di immagini e simboli, sangue ed erotismo, amore e morte, e dà vita a un romanzo intenso, onirico.

La morte, le torture, le profanazioni, il gioco macabro tra carnefici e vittime, tutto viene narrato con grande naturalezza, perché le ossessioni sono la realtà più immediata della protagonista, l’unica dimensione nella quale le sia possibile sopravvivere. Nel pacato inizio del diario, nelle prime banali’ parole del romanzo “Oggi è finito un amore” è già racchiuso tutto il dramma, il male e la distruzione che proromperà in immagini estreme, distorsione e reinterpretazione della quotidianità.
Leggere Alda Teodorani è un’esperienza affascinante e terrificante, complessa e semplice a un tempo; l’autrice dolcemente ti prende e con tenacia ti conduce sull’orlo dell’abisso, in un’allucinante discesa nel baratro di una coscienza sanguinante; dove gli incubi prendono forma in atroci violenze, fisiche e psicologiche; dove la violenza marchia i corpi, restituendo loro la concretezza negata dal dolore della solitudine e dell’abbandono. Dalla ferita interiore si genera l’energia che rende visibili i mostri e restituisce oggettività a corpi dimenticati.
La realtà cambia pelle, sotto la spinta di una lucida follia, come un rettile si trasforma, diventa altro. L’allucinazione svela una realtà esistente o ne crea una nuova? Alla fine il lettore non sa più quale sia la verità, perché può capitare che se guardi a lungo in un abisso l’abisso finisca per guardare in te.

 
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