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2005
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Mag

Marcos y Marcos

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Innanzitutto grazie per avere accettato di dedicare ai lettori di KULT un po’ del vostro tempo. Iniziamo dalle origini. Come nasce la casa editrice Marcos y Marcos e quando?
Nasce nel 1981 da due ventenni appassionati di poesia, con l'idea di proporre edizioni numerate - solo 500 copie - a 1.000 lire, in dieci librerie di Milano. Da lì, ogni anno, un piccolo passo in più.

Marcos y Marcos, a un certo punto della sua storia, decide di pubblicare non solo libri ma anche riviste. Di cosa trattano e perché questa scelta?
Testo a Fronte, l'unica rivista italiana dedicata i problemi della traduzione. Si tratta di una ottima palestra che chi si vuole cimentare con l'arte della traduzione. E un'ampia sezione di riflessione sul tema. Riga, ovvero una rassegna di grandi scrittori e artisti poliedrici degli ultimi 50 anni. Da Calvino a Levi, Da Perec e Duchamp a, recentissimo Saul Steinberg. Una specie di enciclopedia a puntate del sapere "innovativo" ed eclettico.

Marcos y Marcos, un editore alla costante ricerca di nuovi talenti. Come vi muovete per scovare giovani autori di valore, in Italia e all'estero?
Cerchiamo di tenere dritte le antenne e captare tutto quello che ci arriva. Ma non è facile, perché c'è grande caos, un sacco di spazzatura, e purtroppo siamo in pochissimi!

Investire su esordienti è una scelta coraggiosa, nel panorama editoriale italiano attuale. Quali requisiti deve avere un manoscritto per colpire l'attenzione e l'interesse della Marcos y Marcos?
Banalmente, proporre una storia che possa davvero attrarre (quindi non la fotografia allo specchio del Giovine e Compiaciuto Autore) scritta con voce almeno minimamente personale.

In che modo viene valutato un manoscritto? Chi decide se risponde alle vostre esigenze editoriali?
I criteri sono gli stessi si cui alla domanda precedente. Non ha senso parlare di "esigenze editoriali", ma più semplicemente di gioia nello scoprire qualcosa di bello, si sensato. Tutto lì.

Marcos y Marcos non pubblica solo esordienti, ma classici del passato e contemporanei di successo, uno tra tutti John Fante. Secondo quale linea scegliete classici e "classici del futuro"?
Vince sempre l'inconfondibilità della voce dell'autore. La forza delle sue idee e la sua capacità di snocciolarle in storie.

Quanti manoscritti arrivano in redazione ogni anno? E di questi, quale percentuale arriva alla pubblicazione?
Circa 800. Negli ultimi anni, di questi 800 ne abbiamo scelto 1. Per questo, non si offendano gli altri 799.

Quanti libri pubblica la vostra casa editrice ogni anno, tra nuove proposte e classici?
Ogni anno sedici novità di narrativa, ma pubblichiamo sempre più spesso "classici".

Quale tiratura minima deve raggiungere un libro esordiente perché possa essere definito dalla Marcos y Marcos un prodotto editoriale di successo?
Noi siamo contenti già con 2,000 copie. Ma autori come Cristiano Cavina, Davide Longo, e ora Luisa Carnielli, vanno ben oltre queste tirature. L'ultimo romanzo di Davide Longo, Il mangiatore di pietre, ha quasi raggiunto le 10mila copie, ed è uscito da 6 mesi.

C'è un libro/un autore che ha segnato una svolta fondamentale per la casa editrice come vendite e notorietà?
Certo: Boris Vian,di cui abbiamo proposto (meglio dire riproposto) per la prima volta del 1992 La schiuma dei giorni. Lo scorso mese, è uscita la nuova edizione, rivista e migliorata, e accompagnata da una bella prefazione di Ivano Fossati. Anche questa, sta "bruciando" la prima edizione.

Di regola un giovane scrittore che pubblica il suo romanzo d'esordio con Marcos y Marcos resta fedele alla casa editrice per le successive pubblicazioni oppure si rivolge ad altre realtà?
Di solito rimane fedele, ma non sempre si va d'accordo: a volte, un autore cambia editore perché non si condivide il parere sul nuovo libro. Una delle cose più difficili, è mantenere un buon livello, romanzo dopo romanzo

Cosa pensa dell'editoria a pagamento?
Per un editore che investe sui libri che pubblica, ogni scelta rappresenta una scommessa, anche economica. Implica un'adesione molto forte, l'impegno a fare il possibile per lanciarlo. Il rischio dell'editoria a pagamento, è che quest'adesione venga meno, che il libro, una volta prodotto, venga lasciato a se stesso. Può contribuire
ad alimentare false illusioni e spesso è fonte di frustrazione per gli autori.

E dei corsi di scrittura? Si può imparare a scrivere?
Può essere utile riflettere sulla tecnica, a condizione di avere idee e talento. Senza questi presupposti di partenza, non c'è scuola che tenga.

Cosa pensa dell'editoria elettronica? Voi pubblicate anche e-book o avete in progetto di farlo in futuro?
Come editori di narrativa e poesia, difendiamo il buon vecchio libro, ben stampato, su una bella carta. Un bell'oggetto da guardare e da tenere in mano. Fa parte del piacere di leggere.

Internet, utile supporto o concorrente all'editore tradizionale?
Internet è uno strumento prezioso e ormai insostituibile. Allarga il campo, non lo restringe.

Un parere sullo stato dell'editoria italiana oggi.
Fa piacere notare che c'è grande fermento, grande vivacità: continuano a nascere nuove case editrici. Per tutte, piccole e grandi, vecchie e nuove, l'importante è non eccedere con le proposte, per evitare che i libri invecchino troppo in fretta, per far posto ai nuoviS e non sempre in base a criteri di qualità.

In Italia, stando alle statistiche, si legge poco. Cosa potrebbe fare una casa editrice per attirare i potenziali lettori in libreria?
Pubblicare libri che valgono, curarli bene. E non aumentare i prezzi. E' l'unica ricetta possibile.

Marcos y Marcos pubblica sia prosa sia poesia. Quali generi il pubblico italiano predilige?
La poesia è sicuramente la Cenerentola del libro.

In Italia negli ultimi tempi si è moltiplicato l'interesse per la scrittura e di conseguenza per l'editoria. La vostra casa editrice già da anni organizza un'interessante iniziativa, i corsi di tecniche editoriali. In cosa consistono e a chi sono rivolti principalmente?
Capita spesso che i giovani, e in particolare gli studenti di materie umanistiche, si sentano attratti dal mondo editoriale, ma senza avere un'idea precisa di quello che si fa in concreto, giorno dopo giorno, in una casa editrice. Il nostro corso è nato per rispondere a questo interesse con una rassegna, il più possibile pratica, di tutte le attività che concorrono alla pubblicazione di un libro. È un corso rivolto soprattutto ai principianti, a coloro che si avvicinano per la prima volta a quest'attività, ma è spesso capitato che anche persone già inserite in un settore particolare del mondo del libro, come librai, correttori di bozze, traduttori eccetera ne traessero profitto, sentendo di essersi fatti per la prima volta un quadro di insieme.

C'è possibilità di una continuità lavorativa (anche solo stage, collaborazioni saltuarie) presso la vostra casa editrice, dopo il corso di tecniche editoriali?
La nostra è una piccola casa editrice, non possiamo offrire un'occasione di tirocinio a tutti coloro che frequentano i nostri corsi, ma naturalmente è capitato che qualcuno tornasse a far pratica da noi.

Quali consigli darebbe a un aspirante scrittore?
Considerare il talento di scrittore come un'eccezione assoluta; scrivere soltanto se ci si sente prepotentemente portati. Il vero problema è che talvolta scrivere un romanzo sembra più facile di quanto non sia realmente.

Quali libri un aspirante scrittore deve assolutamente leggere nella sua formazione letteraria?
Aver letto tanto, il più possibile, soprattutto autori italiani, è fondamentale per evitare ingenuità. Talvolta è anche un prezioso antidoto contro la tentazione di diventare scrittori a propria volta.

Un errore che un aspirante scrittore con un manoscritto nel cassetto deve evitare se desidera arrivare alla pubblicazione.
Pensare che il proprio diario possa interessare a migliaia di lettori.

È indubbio che sia difficile per un aspirante scrittore emergere e farsi conoscere dal grande pubblico in Italia. È così anche all'estero oppure (per maggior numero di lettori o maggiore diversificazione della realtà editoriale) la situazione in altri paesi è differente?
Dappertutto è la stessa cosa. Imporre un esordiente è un lavoro enorme per una casa editrice, di qualsiasi dimensione. Rincuora scoprire che la qualità viene premiata pur spesso di quanto si creda. A condizione di avere un po' di pazienza. Il primo romanzo di Davide Longo, Un mattino a Irgalem, ha venduto quasi tremila copie, un risultato già molto buono. Il secondo, Il mangiatore di pietre, uscito lo scorso autunno, ha già superato le diecimila copie. E non è certo un porno soft!

 
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