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2015
17
Ago

Privo di titolo

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Sellerio Editore
www.sellerio.it
Narrativa Romanzo storico
Pagg. 296
ISBN �9788838920301
Prezzo € 11,00
 
La politica della mistificazione
 
Che le dittature, in quanto tali e per reggersi, abbiano la necessità di un controllo stretto della stampa, anzi loro stesse diventino l’organo di comunicazione ufficiale, e che abbiano necessità di creare falsi miti per ornarsi di un alone leggendario è cosa risaputa. Se poi una di queste dittature è quella fascista, pur nella drammaticità dei suoi effetti, raggiunge vette altisonanti, ma anche ridicole, nella mistificazione dei fatti. Deve aver pensato a questo Camilleri quando ha scritto Privo di titolo, un romanzo in cui la drammaticità di un’esistenza schiacciata dall’alto lascia poco spazio a venature ironiche o addirittura comiche. Ma Camilleri è Camilleri e dunque in presenza di un regime vanaglorioso non può fare a meno di ricorrere a note satiriche, rafforzando così l’idea che dietro a un palcoscenico di divise, di retorica e di proclami ci fosse il niente, o meglio si nascondesse l’esistenza di uomini di pochi scrupoli che tenevano solo ed esclusivamente al potere.
La narrazione inizia nel 1941, a un’adunata in cui si commemora la scomparsa violenta di un martire fascista, ucciso mentre con altri camerati aggrediva un esponente comunista. Da poco sedicenne Camilleri assiste alla cerimonia e nota un uomo che in disparte piange disperatamente; allora chiede a suo padre chi sia e lui gli risponde che si tratta dell’assassino. Poi si torna indietro nel tempo, a quel 1921 allorché il delitto in questione venne commesso; seguono le indagini, complesse perché non si vuol pervenire all’evidenza di cosa è accaduto, ma alla fine il processo a carico dell’imputato lo vedrà prosciolto, anche se la sua vita sarà costellata da una serie continua di vessazioni. La sentenza è del 1924, anno in cui Mussolini si reca in Sicilia, per la precisione a Caltagirone, per porre la prima pietra di una nuova città, Mussolinia, città fantasma, perché non verrà mai edificato nulla, vista l’intenzione di limitarsi a una cerimonia di promesse che diano lustro al regime senza impegnarlo. La visita non è senza intoppi, poiché scoppiano dei disordini, e nella loro descrizione spicca la vena satirica di Camilleri.
I due fatti, l’assassinio e la prima pietra di Mussolinia, non sembrano collegati e invece lo sono, perché rappresentano l’abituale mistificazione di un regime; del resto, realizzata, nelle circostanze, con la creazione di un martire, che martire non è, e con la festa trionfale per l’avvio dei lavori di una città che non verrà mai costruita, perché non c’è la volontà di realizzarla effettivamente.
L’approccio di Camilleri con l’ideologia fascista é tuttavia incompleto, cogliendone solo questa caratteristica, evitando tuttavia di scivolare nella parodia, come invece gli era capitato con Il nipote del Negus e con La pensione Eva. Comunque, pur con questo limite, si deve tributare il merito all’autore, che conta lettori a profusione, di contribuire a mostrare cos’era veramente il fascismo, perché oggi quelli che l’hanno vissuto dimostrano una scarsa memoria, mentre gli altri lo ignorano del tutto, o al più si limitano a considerarlo un regime dittatoriale, senza tuttavia sapere come sia un regime di questo tipo.
Da leggere, quindi.
 
Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore. Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Il suo primo romanzo, Il corso delle cose, del 1978, è stato trasmesso in tre puntate dalla TV col titolo La mano sugli occhi. Con questa casa editrice ha pubblicato: La strage dimenticata (1984), La stagione della caccia (1992), La bolla di componenda (1993), Il birraio di Preston (1995), Un filo di fumo (1997), Il gioco della mosca(1997), La concessione del telefono (1998), Il corso delle cose (1998), Il re di Girgenti (2001), La presa di Macallè (2003), Privo di titolo (2005), Le pecore e il pastore (2007), Maruzza Musumeci(2007), Il casellante (2008), Il sonaglio (2009), La rizzagliata (2009), Il nipote del Negus (2010, anche in versione audiolibro), Gran Circo Taddei e altre storie diVigàta (2011), La setta degli angeli(2011), La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta (2012), La rivoluzione della luna (2013), La banda Sacco (2013), Inseguendo un'ombra (2014); e inoltre i romanzi con protagonista il commissario Salvo Montalbano: La forma dell'acqua (1994), Il cane di terracotta (1996), Il ladro di merendine (1996), La voce del violino (1997), La gita a Tindari (2000), L'odore della notte (2001), Il giro di boa (2003), La pazienza del ragno (2004), La luna di carta (2005), La vampa d'agosto (2006),Le ali della sfinge (2006), La pista di sabbia (2007), Il campo del vasaio (2008), L'età del dubbio(2008), La danza del gabbiano (2009), La caccia al tesoro (2010), Il sorriso di Angelica (2010), Il gioco degli specchi (2011), Una lama di luce (2012), Una voce di notte (2012), Un covo di vipere (2013),
La piramide di fango (2014).
Premio Campiello 2011 alla Carriera, Premio Chandler 2011 alla Carriera, Premio Fregene Letteratura - Opera Complessiva 2013, Premio Pepe Carvalho 2014.
 
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:: Renzo Montagnoli
Renzo Montagnoli nasce a Mantova l’8 maggio 1947. Laureato in economia e commercio, dopo aver lavorato per lungo tempo presso un’azienda di credito ora è in pensione e vive con la moglie Svetlana a Virgilio (MN). Suoi racconti e poesie sono pubblicati sulle riviste letterarie Isola Nera, Prospektiva, Writers Magazine Italia e Carmina. E’ il dominus del sito culturale Arteinsieme (www.arteinsieme.net). Blog:  http://armoniadelleparole.splinder.com  
WEB: www.arteinsieme.net
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