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2005
9
Apr

Dubai Operazione Martirio

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(Franco Micheletti - Delta Tre Edizioni)

Franco Micheletti comincia la sua attività di scrittore come narratore di storie di provincia e come acuto osservatore del modificarsi dei costumi all’interno di quello che Guareschi definiva “un mondo piccolo”. A mio parere Micheletti è un esperto di questa tipologia narrativa che in Italia ha avuto grandi rappresentanti. Basti pensare a maestri come Cassola, Chiara, Brancati e persino allo stesso Bianciardi, tutti autori che Micheletti dimostra di conoscere a fondo. Per questo vi consiglio di leggere i suoi primi libri ambientati in una Piombino anni Cinquanta e anni Settanta che raccontano storie universali che vanno bene per qualsiasi provincia. Cronache maremmane è il libro che lo ha lanciato come autore di culto su Piombino e dintorni, ma Piombino in bianco e nero lo ha confermato autore molto letto e apprezzato. È stato a questo punto che il sottoscritto, Franco Micheletti ed Elena Migliorini (ottima pittrice) hanno pensato di scrivere a sei mani Piombino tra storia e leggenda, libro molto apprezzato che in pochi mesi ha avuto un paio di edizioni. Micheletti è l’autore di simpatici bozzetti sui tipi che hanno caratterizzato una Piombino che non c’è più e adesso sta scrivendo altri ritratti graffianti e sinceri per un nuovo libro che si intitolerà Piombino com’era e che vedrà all’opera lo stesso terzetto di autori. L’appuntamento è per Natale 2005. Micheletti però non poteva evitare di cimentarsi con tematiche affini alla narrativa di genere, una delle sue tante passioni letterarie, ed è per questo che ha scritto e pubblicato Dubai Operazione martirio. Il romanzo in realtà è l’opera prima di Micheletti e solo per ragioni editoriali ha visto la luce per ultima. Si tratta anche dell’unico libro di Franco non pubblicato dal Foglio, per motivi legati all’impossibilità di inserirlo in una delle nostre collane. E poi era giusto che Micheletti tentasse anche altre strade editoriali e non per questo motivo cessa di essere un nostro autore. Dubai lo definirei un romanzo - saggio di ampio respiro e dal taglio giornalistico che si pone il non facile compito di informare il lettore intrattenendolo. Forse la valutazione critica migliore che possiamo tentare di questo libro è proprio quella dell’intrattenimento colto. Micheletti utilizza le tecniche della narrativa di genere per far capire le sue idee sulla questione del Medio Oreiente e sul corno d’Africa. La posizione dell’autore è quella del libertario di sinistra tollerante e democratico e il romanzo può essere letto in chiave anti-Fallaci. In un mondo violento e guerrafondaio la voce di Micheletti si alza forte per contrastare l’intolleranza e in difesa degli umili. Dubai è un libro che va letto con calma e tempo perché è abbastanza denso di contenuti e di storie che si intrecciano e poi si risolvono in un finale a sorpresa. Micheletti è bravo anche perché parla con cognizione di causa di luoghi che conosce solo in teoria, lui come un novello Salgari ha studiato l’ambientazione sulle piantine topografiche e sulle carte geografiche. Io non ne sarei capace, riesco solo a scrivere di posti che conosco e per questo le mie storie parlano quasi sempre di Cuba. Micheletti invece riesce a fare riferimenti accurati e precisi pure di posti che non ha mai visto. Il romanzo intriga e appassiona, nonostante le difficoltà iniziali per riuscire a entrare nel giusto clima e per districarsi tra situazioni e personaggi. Vi consiglio di leggerlo e se non lo trovate potete richiederlo anche alla redazione del Foglio: ilfoglio@infol.it.
Franco Micheletti sta lavorando a un’altra puntata delle sue storie di provincia che questa volta parleranno degli anni Ottanta e Novanta e ha scritto pure una storia nera che sarà inserita nel volume Cattive storie di provincia (Piombinoir). Questo nuovo libro antologico farà scalpore e conterrà sei storie poco rassicuranti ambientate a Piombino e scritte da Sacha Naspini, Maria Mazzei, Franco Micheletti, Gordiano Lupi, Yuri Leoncini e Irene Di Natale. I disegni e la copertina sono di Elena Migliorini. Tutti autori piombinesi per regalare ai lettori un’estate da brivido e una visione per niente idilliaca della vita di provincia.

 
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:: Gordiano Lupi

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con La Stampa di Torino. Traduce gli scrittori cubani Alejandro Torreguitart Ruiz e Yoani Sánchez. Ha pubblicato molti libri monografici sul cinema di genere italiano per la casa editrice romana Profondo Rosso. Collabora con www.tellusfolio.it curando rubriche su Cuba, cinema italiano e narrativa italiana. Tra i suoi lavori più recenti: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Sangue Habanero (Eumeswil, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010), Fidel Castro – biografia non autorizzata (A.Car, 2010), Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica, 2010). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Pagine web: www.infol.it/lupi


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