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2005
5
Apr

Atomico dandy

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(Piersandro Pallavicini - Feltrinelli)

Conosco Piersandro Pallavicini dai tempi di Madre nostra che sarai nei cieli (Feltrinelli, 2002), un bel romanzo che vi consiglio di riscoprire nel catalogo Feltrinelli, che per fortuna non pubblica solo Baricco e la sua Iliade per bimbi scemi, ma anche ottima narrativa italiana contemporanea, che esiste, non è roba in via di estinzione, resta il problema che la dovete scovare, non la servono insieme ai prodotti televisivi. Pallavicini ha pubblicato anche Il mostro di Vigevano per Pequod (1999) e Anime al Neon per i miei amici (si fa per dire) di Fernandel (2002), già che ci sono li cito, se no dicono che di loro parlo solo male. Però questi sono due libri che non ho letto, quindi non ve li consiglio, dovrei leggerli pure io prima di farlo. E allora mi limito ad Atomico dandy che è l’ultima fatica di Pallavicini, un romanzone di 326 pagine che si legge con rapidità e interesse a dispetto della mole. Il romanzo si sviluppa su due piani: il passato e il presente del professor Vittorio Nuvolani, brillante ricercatore scientifico che ha studiato a Pavia e a Pisa, ma che a venticinque anni non ha ancora baciato una donna. In compenso ha il primo rapporto sessuale con un uomo, si mette con una rivoluzionaria un po’ troia che la dà a tutti tranne che a lui e dopo sposato comincia una frenetica vita sessuale a base di africani pagati per entrare nel letto coniugale. Nello sfondo di un’attività sessuale molto promiscua vediamo il lavoro di scienziato di Nuvolani che procede a gonfie vele tra progetti innovativi che lo portano verso il Premio Nobel. Pallavicini descrive benissimo un mondo che conosce, visto che fa il professore di chimica a Pavia e ha studiato sia nella città lombarda che a Pisa (niente meno che alla Scuola Normale Superiore). Ci tiene a dire che il romanzo non è autobiografico, nel senso che lui non ha nessun tipo di problema né con la moglie, né con i suoi docenti, né con gli uomini o con le donne. I problemi sono tutti di Vittorio Nuvolani, un protagonista che Pallavicini costruisce molto bene dando vita a un personaggio credibile. Ma la cosa migliore di questo romanzo è l’ambientazione storica che ne fa un racconto utile per la memoria collettiva. Il lettore smemorato o inconsapevole sente parlare di: Chernobyl, crisi Libia - Usa, Gheddafi e i missili su Pantelleria, comunismo e brigatisti rossi,  Reagan che vende armi all’Iran, ostaggi Usa in Libano, Contras del Nicaragua, guerra Iraq - Iran e smantellamento dei missili da parte di Reagan e Gorbaciov. Tutte notizie storiche gettate qua e là nella narrazione senza appesantirla ma anzi rendendola davvero utile e interessante. La differenza tra Atomico dandy e una boiata galattica come quella scritta da Alessandro Piperno e pubblicizzata ai quattro venti da tutta la stampa nazionale (a quando uno speciale di Bruno Vespa?) salta agli occhi. Atomico dandy è un romanzo che ricorda storie come La moglie di Loth di Luciano Bianciardi (ricordate Il merlo maschio con Lando Buzzanca?) che parlano di sesso e frustrazioni, di vizi e virtù, di vita quotidiana messa in una storia per il gusto di fare una narrativa che racconti qualcosa. Il romanzo italiano non è morto, solo che i veri romanzieri non sono quelli che vi vorrebbero far comprare i media della comunicazione berlusconizzata. I veri romanzieri che scrivono con il taglio storico, sociale e psicologico di Alberto Moravia e di Cesare Pavese li dovete cercare da soli. Piersandro Palavicini è uno di questi.

 
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:: Gordiano Lupi

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con La Stampa di Torino. Traduce gli scrittori cubani Alejandro Torreguitart Ruiz e Yoani Sánchez. Ha pubblicato molti libri monografici sul cinema di genere italiano per la casa editrice romana Profondo Rosso. Collabora con www.tellusfolio.it curando rubriche su Cuba, cinema italiano e narrativa italiana. Tra i suoi lavori più recenti: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Sangue Habanero (Eumeswil, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010), Fidel Castro – biografia non autorizzata (A.Car, 2010), Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica, 2010). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Pagine web: www.infol.it/lupi


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