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2014
25
Ago

Non fare agli altri

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Il benessere in una società meno ingiusta
Ed. Erickson
 
Il titolo di quest’ultima raccolta di saggi di Fabio Foglheraiter, uno dei più importanti esperti di lavoro sociale italiano, professore di Metodologia di lavoro sociale alla Università Cattolica di Milano e co-fondatore del Centro Studi Erickson, prende le mosse dalla così detta “regola aurea”: ” non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.
Questo detto antico, conosciuto anche dalla sapienza rabbinica e riformulato in chiave positiva da Gesù nel Vangelo (“fai agli altri quello che vorresti che fosse fatto a te”), costituisce, infatti, un leit-motiv dei quattro capitoli di questo libro, che riportano gli interventi fatti dall’autore in quattro convegni diversi nel nord Italia tra il 2012 e il 2013. Per l’autore solo se si entra in una logica di mutuo aiuto, superando una visione del Welfare che sia una semplice erogazione di servizi per approdare a un’idea di Stato Sociale che promuove, sostiene e rafforza quelle reti sociali di fiducia e di solidarietà che nascono dai cittadini stessi, si riesce a formulare un nuovo paradigma del lavoro sociale in questo tempo di crisi. La crisi economica, dunque, non ha messo in discussione solo il capitalismo selvaggio, che probabilmente l’ha provocata, ma si pone come un appello a un ripensamento generale del  ruolo dei cittadini e degli operatori sociali nei confronti delle situazioni di povertà; la “regola aurea” riformula un modo nuovo di rapportarsi agli altri cercando una felicità che non sia semplicemente il soddisfacimento dei propri bisogni, ma la ricerca comune del bene degli altri. Nella misura in cui capisco che nei confronti dell’altro devo avere lo stesso rispetto, attenzione e premura che vorrei ricevere, creo una società che attivamente cerca di rispondere ai bisogni del prossimo.
Il titolo dei quattro saggi sviluppa sotto angolature diverse questa idea centrale della “regola aurea” declinandone le implicazioni sotto diversi aspetti e in diversi contesti.
Il primo saggio (libertà e felicità ai tempi della grande crisi) pone la questione di come la crisi riformuli i concetti di libertà e di felicità anche in chiave di lavoro sociale: la felicità, lungi dall’essere un mero soddisfacimento dei propri bisogni, come sostenuto nella dottrina economica classica, dipende dalla capacità dell’uomo di trascendersi e di prendersi cura degli altri.
Il secondo saggio (il welfare di dopo-domani) riporta una serie di considerazioni sull’evoluzione del concetto di stato sociale negli ultimi secoli; puntando sull’idea del capitale sociale e di quella di mutuo aiuto il welfare del futuro non potrà più essere sostenuto dalla pretesa di uno stato che risolva dall’alto tutti i problemi, ma potrà sopravvivere solo da un ripensamento profondo dei rapporti positivi di solidarietà e di fiducia tra cittadini.
Il terzo saggio (ricevo il welfare che ti do) approfondisce le tematiche del rinnovamento del welfare  per gli operatori dei servizi sociali: l’operatore sociale spesso si scontra con una realtà in cui è impossibile “dirigere” il cambiamento delle persone che ci sono affidate, se non ci si pone in un atteggiamento di collaborazione con chi si vuole aiutare, accettando di riconoscere in esse, anche in quelle apparentemente più povere e svantaggiate, una forza di promozione del bene che può essere la vera soluzione dei problemi e un aiuto per lo stesso operatore.
Il quarto saggio (allargare il cerchio) riporta una serie di considerazioni sulle stesse tematiche rivolte però in special modo agli enti locali, soprattutto ai Comuni, nel loro rapporto con le istituzioni e la cittadinanza, utili per l’impostazione di corrette politiche sociali in loco.
Il libro si chiude con una postfazione che riporta due brevi riflessioni di poche pagine sulla condizione attuale del Welfare che ha bisogno di scelte, anche politiche, precise e coraggiose per continuare ad esistere in un periodo di forte crisi.
Lo stile di Folgheraiter, luminare della metodologia del lavoro sociale in Italia, è estremamente discorsivo e comprensibile anche da un pubblico che non sia prettamente addetto ai lavori; il contesto di conferenze e convegni in cui questi testi sono nati rende infatti il volume ricco di riferimenti all’attualità e anche di esempi concreti di buone pratiche: sono molto illuminanti gli esempi che hanno a che fare con il sistema di protezione e di soccorso del territorio in Trentino o quelli relativi  ai gruppi di auto- mutuo aiuto rivolto agli alcolisti, nonché gli esempi che trattano specificatamente di questioni di  chi si occupa della tutela dei minori.
I saggi presenti in questo volume sono, dunque, un’occasione rivolta agli operatori sociali, ai responsabili di servizi sul territorio, a studenti, ma anche a un pubblico vasto di interessati a queste tematiche, per riflettere su come la crisi di oggi porti a un ripensamento dello stato sociale non solo in termini di contrazione dei servizi e delle spese, ma anche di un nuovo modo di porre il lavoro sociale all’interno della società.
 
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:: Luca Giorgini
Luca Giorgini, 33 anni, ha il Baccellierato in Teologia e ha frequentato un corso annuale di “Handicap e Svantaggio nell’apprendimento”. Attualmente sta conseguendo la Laurea Specialistica in “Antropologia Culturale ed Etnologia”. Lavora come educatore in ambito scolastico e territoriale con ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Ama il suo lavoro, leggere e fare due chiacchiere con gli amici.
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