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2014
14
Lug

Bologna segreta

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Luoghi, storie e personaggi della città
con un intervento di Marco Nardini
un’intervista a Danilo Masotti Historica Edizioni (Rimini, 2014)
pag. 145, euro 13.00
 
I romanzi di Francesca Mazzucato da sempre ci sconvolgono, ovvero c’entusiasmano; allora avevamo già immaginato, ma mai chiaramente arrivando alla realtà appuratasi ora, che tipo d’itinerario bolognese la migliore scrittrice erotica italiana, almeno per quanto ne sappiamo – ma sicuramente si potrebbe dire anche di più (e meglio) -. Un racconto della città, ecco “Bologna segreta”. Ma dove l’anima della città si prende tutta la narrazioni. Considerando e riconsiderando, con la solita penna facile, in principio “luoghi e storie”. Mutazione della modernità compresa. Il libro sicuramente non parte dal centro, insomma. Perché entra innanzitutto nel bar cinese della periferia di via Bentivoglio. E anche se si paga alla mano, alla fine il tuo angolo lo trovi. Passando per la più che modernista Alta Velocità: in sostanza visitiamo la nuova stazione e il fantomatico, si direbbe a primo impatto, binario 17. Tra Guccini, Nori e Brizzi, con la luna in mano di Marc Augé Mazzucato disegna cosa nelle nostre teste abituate alla Bologna degli adolescenti e da studentelli, oltre che, di sicuro, da neoveteronostalgici progressisti di sinistra, sono adesso le salumerie già salamanterie della grassa matrona. E come ci s’è dovuti adattare all’economicità funzionale del coupon per gli sconti. Per cibo e cinema. Da usare fra supermercato e negozi di vestiario quasi. Sempre più vicini o proprio nel centro della signora Bologna. Le prime pagine dedicate alla cultura, invece, vanno tra le librerie e il Museo Morandi. Poi l’intervento, fra le altre cose, sull’editoria cittadina dell’esperto della materia, Marco Nardini. Prima dell’intervista al personaggio: Danilo “Maso” Masotti. Che, guarda un po’, s’è spostato nella lucana Melfi. Mentre scorrono i ricordi, della città. Personali perfino. Quindi della famiglia e della formazione stessa della scrittrice Francesca Mazzucato. Quando il luogo materno è indimenticabile. Quando ogni riga è dedicata al padre. Con questo ennesimo cahier, Mazzucato ci fa re-innamorare della culla bolognese. Con un “aggiornamento” della mappa. Cioè facendoci capire Bologna cos’è diventata. Anzi Bologna che ‘nuova città’ è divenuta.
 
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